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Carlo Maria Cordio

 

Intervista di Mauro Agnoli con la collaborazione di Marco Auditore e Marco Nacci (10-08-1996)

Ho intervistato il compositore nel suo studio romano (nda).

LA MIA BIOGRAFIA

Carlo Maria CordioAnagrafe. Sono nato a Roma il 24-02-1952. Famiglia. Mio padre si chiamava Pasquale. Mia madre, Elide, è colei che mi ha trasmesso la passione per il pianoforte. Sposato con Donatella, ho un figlio, Stefano. Curriculum scolastico. Dopo la maturità classica ho ottenuto anche il diploma di geometra. Gli studi di musica li ho condotti parallelamente agli studi superiori. Nonostante non abbia conseguito il diploma per direttore d’orchestra è questo, oggi, il mio lavoro. All’attivo ci sono anche tre esami universitari presso la Facoltà di Psicologia. Mi interessa il rapporto che intercorre fra musica e psicologia in relazione alla creatività che riscontro in entrambe le discipline. Gioventù. Ricordo volentieri il mio approccio con il gentil sesso per quel che concerne la gioventù, naturalmente intesa come spensieratezza e avventura. Inoltre non posso dimenticare i momenti piacevoli e chi mi ha saputo apprezzare come musicista. Esordio artistico. Stimolato da mia madre, cominciai il mio approccio al pianoforte a casa di una cugina, all’età di quattro anni. A cinque anni avevo già un istruttore. L’esordio vero e proprio avvenne dopo che, ancor giovane, avevo intrapreso per otto anni l’attività di rappresentante per l’Italia, tramite concerti, degli organi Edmond; la conoscenza dei Vianella (Edoardo Vianello e Wilma Goich) mi consentì infatti di comporre alcuni brani musicali. Carriera. La mia attività riguarda principalmente la produzione di colonne sonore per films, nonostante vi sia anche una notevole fetta di produzione discografica. I momenti maggiormente significativi sono la composizione delle colonne sonore per i films Absurd e Caligola, la storia mai raccontata, quest'ultima era davvero molto curata a livello musicale, e, soprattutto commercialmente, La Casa 4. Circa la metà della mia produzione musicale si nutre di colonne sonore per films di genere horror. Influenze. Ho subito l’influenza artistica della produzione cinematografica americana, ovviamente a livello di colonne sonore. Apprezzo da sempre la capacità statunitense di armonizzare e cerco di abbinare questa qualità alla vena melodica europea. Fra gli autori che hanno contribuito alla mia formazione artistica posso citare Overman, Goldsmith e John Barry.

CHIACCHIERATA SULLE SIGLE

Cordio e AgnoliCosa mi dice delle sigle?

Apprezzo molto le sigle composte da Nico Fidenco di cui io curai l’arrangiamento. Per quanto riguarda i miei pezzi posso dire che Voltus 5, purtroppo fu fatta un po’ al risparmio poiché la CAM non dimostrò di credere troppo nel progetto. Le copie stesse furono anche stampate in tiratura limitata.

Chi le parlò di Jeremy & Jenny, destra sinistra e di Bem?

Fu Nico. Aveva già preparato i pezzi. Mi piacquero e li arrangiai.

Chi era Scardelletti, un altro che ha firmato i pezzi?

Era probabilmente un collezionista di colonne sonore di Fabriano. Credo fosse amico di Fidenco.

Come mai il disco uscì per la WEA nonostante la distribuzione fosse CAM?

Carlo al pianofortePerché il cartone animato arrivava tramite la CAM.

Cosa si ricorda del signor Fidenco?

Una persona simpatica, cordiale…

Cosa mi dice in modo più specifico di Voltus 5 e Chico e Coca?

Chico e Coca mi fu proposto direttamente da Loriana Lana, che aveva conosciuto in qualche modo il regista del cartone animato. Ne divenne anche la cantante insieme a Daniele Viri. Per Voltus 5 invece vidi degli spezzoni del cartone animato e pensai a qualcosa di orecchiabile. Fu un’occasione più unica che rara poiché nacque prima il testo della musica. Nei pezzi da me curati infatti avviene sempre il contrario.

Come mai il disco è così difficile da trovare?

Non so… Fu, come ti ho già detto, un progetto nella quale la CAM non volle investire adeguatamente. Probabilmente non sono rimasto molto legato a quest’esperienza proprio perché mi furono messi a disposizione mezzi molto limitati. La grafica era, poi, abbastanza terrificante con una copertina davvero brutta. Il testo era anch’esso deludente, lo notammo anche all’epoca, non tanto per le capacità di Loriana, ma perché era ripetuto continuamente nella versione su disco.

E’ contento che ancora oggi i fan canticchino i suoi pezzi? La sigla di Voltus 5, ad esempio, è diventata un buon cult.

Certo, sono contentissimo. Per un compositore essere apprezzato è il massimo.

Può confermare che lei c’entra qualcosa con Jeeg Robot?

Carlo al pianoforteCerto, curai gli arrangiamenti. Ricordo benissimo che la base era giapponese. Il cantante era Roberto Fogù, il tecnico del suono si chiamava Mario Carulli. I coristi può darsi che fossero i Fratelli Balestra… anzi, erano sicuramente i Fratelli Balestra. Ricordo benissimo che guardavo Roberto dalla regia, mentre incidevamo la sigla.

Cosa ne pensa dei cartoni animati che arrivarono dal Giappone in quel periodo? Heidi, Goldrake per esempio.

Eeeh… non penso cose buone… no, sto scherzando! Diciamo però che apprezzo di più i classici, da Paperino a Topolino. Ho anche alcune raccolte che li riguardano.

Cosa ne pensa dei prodotti musicali di oggi? Le sigle della Fininvest, insomma.

Diciamo che ce ne sono alcuni buoni, altri meno buoni. La storia però ci insegna che, raggiunto un apice, occorre scendere in picchiata per poi risalire…

Che cosa è cambiato nel mondo discografico dal periodo in cui lei si occupò della realizzazione delle sigle a oggi?

Sotto alcuni punti di vista prima era meglio. Meglio soprattutto per gli artisti, che avevano la possibilità di esprimersi molto di più. Il mercato è ridimensionato al massimo e la produzione ha molta più paura di investire.

Cordio uomo: difetto peggiore e migliore qualità.

Sono una persona sincera e disponibile. Questo ovviamente per quel che riguarda la qualità. Il difetto? La sensibilità. Sensibilità intesa come non saper reagire a determinate cose. E se non reagisco quel che ne risente è la creatività del mio lavoro, ciò che amo di più. Devo dire che la serietà sul lavoro non posso considerarla una qualità perché per me è una condizione sine qua non.

 

Nota dell'autore: ricordo con grande ammirazione lo studio di registrazione di Carlo Maria, nel quale mi accolse gentilmente. Molto spazioso, con un bellissimo pianoforte al centro della stanza e le strumentazioni elettroniche più innovative. Ma soprattutto le pareti insonorizzate da un elegantissimo velluto color porpora.

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