Come
nacque Na-no na-no?
Io
ero molto amico di Albertelli, che
è, come me, di Tortona. Io lavoravo con lui e quando venne
fuori questa cosa Luigi mi telefonò per farmi andare a Milano
a cantare la sigla.
Ti
ricordi qualcosa della registrazione?
Mi
ricordo di alcuni musicisti molto bravi, come turnisti.
Hai
conosciuto anche il maestro Vince Tempera,
quindi?
Certo.
L’anno successivo a Na-no na-no partecipai al Festival
di San Remo con un pezzo di Albertelli-Tempera.
Il
retro di Na-no na-no era Mork
e Mindy, firmata da Massimo Luca.
La ricordi?
Ma
dai!!! Quel disco aveva un retro? Io non lo ricordo davvero.
Cosa
pensi del fatto che Na-no na-no sia divenuto una hit?
Il
successo fu notevole. La sua importanza è dovuta anche alla
serie ma la sigla fu indovinata. Telefilm e sigla furono un’accoppiata
giusta. Tempera, per la musica, e Albertelli, per il testo, fecero
un lavoro ottimo.
Albertelli
è un grande autore.
E
un grande istintivo. Con lui era un divertimento lavorare. Pensava
i testi mentre viaggiavamo in macchina, successe così anche
per il testo della canzone di San Remo. Tempera è più
tempestoso ma anche lui bravissimo. Il fatto di non aver continuato
a lavorare, o di aver fatto comunque poco, lo si deve a qualche
piccolo difetto mio, io sono, cioè, timido e riservato e
ho preferito buttarmi sulla famiglia e sui figli. Fu anche una questione
di scelte ma non ho rimpianti.
Adesso
cosa fai?
Beh,
oggi faccio musica da ballo e sono contento così.
Conosci
anche Vincenzo Draghi?
Sì.
Lo conosco sin da giovane, quando si suonava poiché abitiamo
nella stessa zona, lui è di Voghera. Ho fatto alcuni provini
con lui alla Real Music, a Tortona.
Dove
venne registrato Na-no na-no?
Allo
studio chiamato Capolinea, a Milano, di Oscar
Prudente.
Dai,
prova a ricordarti i nomi dei turnisti…
Al
basso c’era Julius Farmer (Farmer,
grande strumentista di colore, purtroppo è prematuramente
deceduto a New Orleans pochi anni or sono all'età di 51 anni,
nda) alla batteria non ricordo. Posso dirti, però, che il
giorno della registrazione Vince arrivò in ritardo, come
al solito.
Un’ultima
cosa: il tuo peggior difetto e la tua migliore qualità.
Come
già detto sono un introverso. Questo per me è un difetto
perché non mi ha aiutato nel lavoro. Può essere un
pregio per gli altri perché non dò fastidio a nessuno.
Come qualità posso dire che ho sempre fatto di tutto per
essere obiettivo, di non farmi troppo influenzare, ecco.
Cosa
ne pensi di Macchemù,
la trasmissione alla quale sei stato invitato nell'ottobre 2001?
Rivedendola
mi è sembrata molto bella. L’unico difetto, secondo
me, è il fatto della gara. Quegli scontri non mi sembra giusto
farli. Il Festival di San Remo è una gara ma ha
una sua ragione, quella di Macchemù non è
molto simpatica. Per me è stata pubblicità, per cui
tutto bene.
Non
credi che non sia stato giusto in quell'occasione non far dire nemmeno
una parola ad alcuni artisti magari meno "influenti" o
"rispettati" di altri?
Per
me è stata una cosa positiva. Se parlo troppo ho dei problemi,
cioè, ma forse, per la trasmissione, hai ragione. D’altra
parte i tempi sono quelli…
Hai
fatto qualche altra cosa in televisione?
Ho
partecipato a Meteore, dove era presente anche l’interprete
femminile di Mork e Mindy (Pam Dawber, nda). Anche lì
ho cantato dal vivo Na-no na-no.
Quanto
ha venduto Na-no na-no?
Non
credo sia arrivato al milione di copie.
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