Mi
parli della realizzazione delle sigle televisive a cui lei ha partecipato.
Mi
ricordo innanzitutto che ci divertivamo molto. Lavoravo con Corrado
Castellari. Nella realizzazione delle sigle cercavamo di
curare la melodia aggiungendovi, se possibile, un tocco di classe.
La canzone nasceva così: ci telefonavano, ci spiegavano la
storia a grandi linee, poi Corrado faceva la musica, si studiava
insieme l’arrangiamento senza troppa programmazione. Mitzi
Amoroso faceva i testi. Io ero il responsabile di realizzazione
per l’RCA e il mio compito era quello di dare al prodotto
una veste decente. Mitzi Amoroso l’ho conosciuta a Roma, me
l’ha presentata Mario Cantini.
Mitzi è una persona un po’ particolare, da prendere
a piccole dosi.
Sa
come è nato il gruppo delle Mele Verdi?
Mitzi
Amoroso aveva una scuola di musica con un coro di bambini che si
esibivano anche in teatri e scuole. Il concetto era quello di una
cantante bambina, acerba, una mela verde appunto che poi, diventata
signorina, sarebbe stata sostituita da un’altra cantante.
Un’altra mela verde. Un’idea commercialmente buona.
In effetti era un gruppo molto più moderno rispetto, per
esempio, allo Zecchino d’Oro. Se avessero avuto uno sponsor
valido ora le Mele verdi sarebbero ancora sulla breccia. Sicuramente.
Del
bambino che cantava ha qualche ricordo?
Certamente.
Si tratta di Paolino Peroni, un bambino
che già a sei anni aveva un grandissimo talento. Era inoltre
l’unico maschio del gruppo. Adesso fa l’Università
ma realizza jingle pubblicitari. E' stato anche a scuola da Tullio
De Piscopo per imparare a suonare la batteria.
Sa
se il gruppo delle Mele Verdi sia mai stato in televisione?
Sì,
ad una trasmissione di Mike Bongiorno,
tra l’altro seccatissimo perché temeva l’imprevedibilità
di un gruppo di cantanti bambini. Alla fine ne fu entusiasta…
Che
cosa sa dirmi di Corrado Castellari?
E’
una persona deliziosa. Corrado nasce come cantautore, purtroppo
non è riuscito a imporsi nonostante avesse ottime qualità.
L’ho conosciuto a Milano nel 1977. Fu allora che misi insieme
Mitzi e Corrado. Io ero una sorta di capo-progetto.
Sa
se ne' La tartaruga di Lauzi
c’erano le Mele verdi?
No,
non credo.
Ha
avuto difficoltà a lavorare con dei bambini?
Cercavo
di fare una cosa per volta. Prima i bambini cantavano un coro con
un supporto musicale che li aiutasse. Poi ripetevo l’esperimento
con sonorità diverse. Alla fine assemblavo il tutto. Loro
impazzivano…
Ci
dica qualcosa delle sigle.
Ricordo
benissimo La banda dei ranocchi,
una canzone davvero carina, l’abbiamo fatta al Capolinea di
Milano. Il Capolinea era uno studio che si chiamava così
proprio perché vi si trovava il capolinea della linea degli
autobus. La banda dei ranocchi fu anche la prima che incidemmo.
C’era Gianni Prudente a fare
il fonico. Di Ippotommaso
ricordo che era lunghissimo! Un sacco di episodi, credo di non averne
visto neppure uno. Barracuda, uno degli
autori che compare nel disco, era probabilmente uno pseudonimo di
Castellari. I due pezzi maggiormente curati furono Belfy
e Lillibit e Gli gnomi delle
montagne, la realizzazione fu decisamente meno spartana.
La voce adulta che si sente in queste due canzoni è quella
di Corrado Castellari che, comunque, faceva anche il gracidio delle
rane ne' La banda dei ranocchi. Di Pat,
la ragazza del baseball e Lo
scoiattolo Banner posso dirti che le abbiamo fatte noi
ma niente di più, non mi ricordo. Lo stesso dicasi per Mademoiselle
Anne, del 1984, dove ho, comunque, partecipato di sicuro:
uno degli autori del pezzo, Massimo Spinosa,
appassionato di elettronica, divenne collaboratore di Mitzi anche
al di fuori dell’RCA mentre Pozzoli
era un cantante che ancora oggi fa i cori. Di Sandybelle
invece ti posso dire che la Steffy
che compare come cantante assieme alle Mele verdi era Stefania
(Bruno, nda), una ragazza che
aveva fatto parte lei stessa delle Mele Verdi ma che nel frattempo
era cresciuta.
Di
Ikkyusan, il piccolo bonzo
cosa ricorda?
Sinceramente
non so cosa dire… L’autrice è sempre Mitzi, forse
il disco è uscito…
E
di Angie girl cantata da Kelly
& Kelly?
Era
uno solo, un solo Kelly, insomma. Era un bassista di un gruppo di
Ascoli Piceno. Lo chiamai perché eravamo legati da uno strano
cavillo contrattuale. Mi sembrava adatto per quella voce carina
e del tutto particolare.
La
sigla di Rin Tin Tin?
Onestamente
non ho alcun ricordo che mi leghi a questo pezzo…
Silvano
D’Auria: il suo miglior pregio e il suo peggior difetto.
Il
difetto: forse il fatto di essere molto vendicativo. La qualità
non saprei, magari in passato faticavo molto a riconoscere i miei
errori, oggi ci riesco. In questo modo riesco a volermi bene.
Un
ricordo dei colleghi con i quali ha lavorato?
Ricordo
con piacere le epiche partite di calcetto di Tor Lupara, dove si
trova la casa di Gianni Morandi, grande
appassionato di calcio. Con lui, Mogol e altri è sorta la
Nazionale Cantanti, che ho visto nascere praticamente nei miei studi.
E’ una cosa che ricordo molto volentieri perché questi
dalle partite per beneficenza che fanno non traggono una lira, lo
fanno solo per puro divertimento.
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