Cristina,
dimmi come si sono accorti delle tue doti.
Così
mi raccontano: siccome io andavo a scuola dalle suore, sentendomi
cantare queste dicevano che fossi brava. A tre anni e mezzo feci
quindi le prime selezioni e da lì…
Come
inizia la tua avventura in Fininvest?
Nel
1981 quelli della Fininvest cercavano una ragazzina che potesse
cantare le canzoni dei cartoni animati e cercando fra tutte quelle
del Coro dell'Antoniano, Giordano Bruno Martelli
indicò il mio nome per la prima canzone che feci, che era
Bambino Pinocchio.
Mitica
canzone, con i testi di Beretta, tutti la
ricordiamo volentieri!
Eh
sì… e da allora, inizialmente per hobby, poi piano
piano come mestiere, ho continuato. Mi divertivo e poi i cartoni
animati erano meravigliosi…
Posso
chiederti dei pareri sui maestri di musica con cui hai collaborato
nella tua carriera?
Tutte
persone straordinarie… Ogni maestro ha avuto la sua personalità
e comunque ciò che li accomuna è la voglia di scrivere
per i bambini. Anche chi, di loro, è severo, lo è
con dolcezza. Quando si parla di canzoni per bambini si entra un
po’ in un altro mondo, più bello, più roseo,
più fantastico… E quindi anche se ci sono momenti difficili
ci si accorda.
Entriamo
nel dettaglio di alcune delle tue canzoni che mi piacciono di più.
Tu cerca, se vuoi, di chiarirmi degli aneddoti, se li ricordi, oppure
alcune curiosità. Partiamo con Bambino Pinocchio.
La
cantai in uno studio molto grande, il Mondial
Sound di Milano. Tremavo come una foglia, con Augusto
Martelli che mi fissava severamente. Alla fine mi salutarono.
Credevo che la fine fosse quella e invece, dopo che il disco andò
in Hit-Parade, ne facemmo un’altra, poi un’altra, poi
un’altra…
Anagraficamente
capirai io sono legato più alle tue prime sigle. Una che
a me piaceva molto era, ad esempio, Tutti
abbiamo un cuore, la sigla di Piccole
donne.
Bellissima…
Ricordi
qualcosa di Luciano Beretta?
Sì…
purtroppo però quando lui scriveva delle cose per me io ero
ancora molto piccola… Le prime canzoni che feci erano quasi
dei giochi… gli autori di quel periodo li ricordo onestamente
non moltissimo.
Ricordi
il 45 giri Laura-Monciccì?
Le
ricordo entrambe. Ero piccola, cantavo e basta. Non si sapeva nemmeno
chi fosse Cristina D’Avena. E’ stato dopo che ho cominciato
ad avere davvero un certo successo.
Lucy?
Oh!
Lucy! Lucy May!
L’ho cantata tutta io quella! Chi l’aveva fatta?
Beretta
e Martelli.
Mamma
mia, sarà del 1902 quella, non l’ho mai più
sentita. Oddio, ho tutte le mie canzoni ma mica me le riascolto
ogni giorno (ride).
Bun
Bun te la ricordi?
“Bun
Bun, il cagnolino simpatico e carino…” ,
sì sì…
E
La stella della Senna, uscita
in due versioni?
Vero!!!
Una con “Il 4 Luglio c’è la rivoluzione”
e una con “Alla Bastiglia c’è la Rivoluzione”.
Che tragedia!
E
di Georgie cosa ci dici?
Bellissima.
Conosci
l'autore, Alberto Baldan?
Onestamente
no… sai, era un po’ una catena di montaggio, a me arrivava
il prodotto già confezionato.
Il
45 giri Nanà supergirl
/ Pollon Pollon combinaguai
è uno di quelli fatti da Cristina D’Avena preferiti
dai fans. Cosa ricordi?
Stupende.
Sono due sigle bellissime. Me le scrisse Cassano.
E
cosa puoi dirci della tua collaborazione con Detto
Mariano per Il grande sogno di
Maya e Dolce Kathy?
Le
ho fatte in uno studio piccolissimo, con un computer. Era a Milano.
Arriviamo
al grande successo di Kiss me Licia…
Il
motivo di tanto successo fu la dolcezza del personaggio. Grandiosa
la sigla e grandioso il cartone animato, che fece sognare milioni
di bambini.
Successo
calcolato, studiato, atteso…?
Inatteso
e grandissimo. Quando arrivò, però, ce lo prendemmo
tutto…
Beh,
giustamente. E che ci dici della tua esperienza di attrice di quel
periodo?
Favolosa,
spero di poterla ripetere… Avevo la possibilià di cantare
e recitare, meglio di così. Cantare e recitare è un
connubio che in me si sposa benissimo. Mannaggia, ogni volta devo
fare o l’uno o l’altro…
Occhi
di gatto?
Bellissima
canzone, attuale direi. Si può cantare ancora oggi.
E
le canzoni per il genere maghette?
Beh,
un cartone segna una vita, un’adolescenza. Scandisce le tappe.
Quelli erano davvero belli. Mi riferisco a L’incantevole
Creamy o a Sandy dai mille colori
ad esempio.
Ho
intervistato ieri Paola Orlandi. Lei
preferisce guardare sempre al futuro… e tu?
Io
sono una conservatrice, sono così di carattere. Guardo al
futuro ma c’è tutto il mio passato. Anche un solo oggetto
che rappresenta qualcosa, un ricordo rimane lì…
Se
ora risentissi la registrazione di Bambino Pinocchio, ti
ci ritroveresti?
Mica
tanto… Magari la ricanterei ma allora la volli interpretare
in quel modo e va bene così. Adesso la ricanterei con vent’anni
di esperienza in più (infatti negli ultimi anni Cristina
si è presa la soddisfazione di ricantarla, nda).
La
canzone di Jem.
Jem…
quella funzionò… Jem…nanananana Jem (canta).
Il mio nome è Jem…
Arrivando
a E’ quasi magia Johnny
e a Il mistero della pietra azzurra,
fino a Sailor Moon…
Tutte
belle.
Un
pezzo che andrebbe apprezzato è quello per il cartone animato
di Sakura, scritto da Fasano.
Vero…
sì, sì.
Una
cosa importante che rischiavo di scordarmi: ultimamente sono stati
riproposti dei cartoni animati per i quali tu avevi cantato le sigle,
Bambino Pinocchio, con la sigla tedesca originale, Bun
Bun, con una sigla strumentale e Lo
strano mondo di Minù, con una sigla di Dorati.
Ti dispiace che abbiano tolto le tue?
Molto.
Purtroppo, però, se li hanno trasmessi su canali privati,
è solo una questione di diritti.
Progetti
futuri e sogni nel cassetto di Cristina D’Avena.
Tornare
sulla scena, mi piacerebbe tanto.
Anche
stasera hai fatto un medley di sei canzoni. Ricordo che ti intervisto
in occasione di una serata a te dedicata a Radio Italia, in un concerto
tutto per te. Ci vuole una certa personalità per andare avanti
tre ore sempre smagliante. Hai mai pensato allora di fare la presentatrice
per esempio?
Sì,
presento spesso lo Zecchino, se mi fanno qualche proposta chissà,
devo divertirmi però. E sentire che la gente mi ama. Può
capitare che fai delle cose che non vengono apprezzate. Amo rischiare
ma devo essere sicura…
Quali
sono la migliore qualità e il peggior difetto di Cristina
D’Avena?
Il
difetto è che sono di una pigrizia sconfinata. Se devo essere
in un posto alle 8.00 non ci arrivo prima delle 14.00. La qualità
è che ho una gran voglia di vivere. In ogni cosa riesco a
trovare lo spunto per divertirmi.
Ti
ricordi una tua partecipazione nel 1983, in cui vincesti anche una
coppa grazie a La canzone dei Puffi
se non sbaglio, al Festival delle sigle
di Pavia. C’erano anche i Cavalieri
del Re, Nico Fidenco…
Può
essere ma non me la ricordo molto. Ricordo invece Macchemù,
in cui i Cavalieri del Re sono stati carinissimi. Ci siamo abbracciati
ed è stato un bellissimo momento.
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