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Cristina D'Avena

 

Intervista di Mauro Agnoli con la collaborazione di Marco Nacci e Gabrio Secco (07-02-2001)

Ho intervistato la cantante a Radio Italia (Cologno Monzese), in occasione di un suo concerto. Ringrazio la sorella Clarissa che all'epoca mi invitò alla serata (nda).

LA MIA BIOGRAFIA
Cristina D'Avena coi Piccoli Cantori di Milano

Anagrafe. Sono nata a Bologna il 06-07-1964 sotto il segno del Cancro. Famiglia. Mio padre, medico, è Alfredo, mia madre Ornella. Ho una sorella, Clarissa. Sono affezionatissima al mio cane, Lucky. Esordio artistico. Fin da piccola nel Coro dell’Antoniano di Bologna, famosa è rimasta la mia interpretazione del Valzer del moscerino alla fine degli anni Sessanta. Mauro Agnoli e Cristina D'Avena durante l'intervista a Radio ItaliaDopo aver cantato molte canzoni con Mariele Ventre, a undici anni andai "in pensione" per quel che riguardava il Coro. Quando, però, fu Clarissa, dieci anni dopo, a far parte del gruppo musicale bolognese, tornai in quell’entourage, accompagnandola e ricominciando ad avere legami con i vecchi amici. Carriera. Dopo gli esordi con il Coro dell’Antoniano cominciai a cantare le sigle per i cartoni animati, delle reti Fininvest prima e Mediaset poi. E’ Bambino Pinocchio (1981) la prima canzone che ho interpretato per questo filone. Seguiranno tanti successi come Kiss me Licia, Evelyn e la magia di un sogno d'amore, Pollon Pollon combinaguai, Nanà supergirl, L’incantevole Cramy e tantissimi altri. Ricordo con grande piacere non solo l'esperienza di cantante, ma anche quelle di attrice nei telefilms di Licia, di testimonial pubblicitario e di presentatrice di programmi come Game Boat o lo Zecchino.

CHIACCHIERATA SULLE SIGLE
Alcune immagini tratte dai dischi di Cristina
 

Gabrio Secco con Cristina D'Avena a MacchemùCristina, dimmi come si sono accorti delle tue doti.

Così mi raccontano: siccome io andavo a scuola dalle suore, sentendomi cantare queste dicevano che fossi brava. A tre anni e mezzo feci quindi le prime selezioni e da lì…

Come inizia la tua avventura in Fininvest?

Nel 1981 quelli della Fininvest cercavano una ragazzina che potesse cantare le canzoni dei cartoni animati e cercando fra tutte quelle del Coro dell'Antoniano, Giordano Bruno Martelli indicò il mio nome per la prima canzone che feci, che era Bambino Pinocchio.

Mitica canzone, con i testi di Beretta, tutti la ricordiamo volentieri!

Eh sì… e da allora, inizialmente per hobby, poi piano piano come mestiere, ho continuato. Mi divertivo e poi i cartoni animati erano meravigliosi…

Posso chiederti dei pareri sui maestri di musica con cui hai collaborato nella tua carriera?

Tutte persone straordinarie… Ogni maestro ha avuto la sua personalità e comunque ciò che li accomuna è la voglia di scrivere per i bambini. Anche chi, di loro, è severo, lo è con dolcezza. Quando si parla di canzoni per bambini si entra un po’ in un altro mondo, più bello, più roseo, più fantastico… E quindi anche se ci sono momenti difficili ci si accorda.

Entriamo nel dettaglio di alcune delle tue canzoni che mi piacciono di più. Tu cerca, se vuoi, di chiarirmi degli aneddoti, se li ricordi, oppure alcune curiosità. Partiamo con Bambino Pinocchio.

La cantai in uno studio molto grande, il Mondial Sound di Milano. Tremavo come una foglia, con Augusto Martelli che mi fissava severamente. Alla fine mi salutarono. Credevo che la fine fosse quella e invece, dopo che il disco andò in Hit-Parade, ne facemmo un’altra, poi un’altra, poi un’altra…

Anagraficamente capirai io sono legato più alle tue prime sigle. Una che a me piaceva molto era, ad esempio, Tutti abbiamo un cuore, la sigla di Piccole donne.

Bellissima…

Ricordi qualcosa di Luciano Beretta?

Sì… purtroppo però quando lui scriveva delle cose per me io ero ancora molto piccola… Le prime canzoni che feci erano quasi dei giochi… gli autori di quel periodo li ricordo onestamente non moltissimo.

Ricordi il 45 giri Laura-Monciccì?

Le ricordo entrambe. Ero piccola, cantavo e basta. Non si sapeva nemmeno chi fosse Cristina D’Avena. E’ stato dopo che ho cominciato ad avere davvero un certo successo.

Lucy?

Oh! Lucy! Lucy May! L’ho cantata tutta io quella! Chi l’aveva fatta?

Beretta e Martelli.

Mamma mia, sarà del 1902 quella, non l’ho mai più sentita. Oddio, ho tutte le mie canzoni ma mica me le riascolto ogni giorno (ride).

Gerry Scotti mostra un Disco d'Argento vinto da Cristina D'avena per la Five Records, sullo sfondo i Piccoli Cantori di MlanoBun Bun te la ricordi?

Bun Bun, il cagnolino simpatico e carino…” , sì sì…

E La stella della Senna, uscita in due versioni?

Vero!!! Una con “Il 4 Luglio c’è la rivoluzione” e una con “Alla Bastiglia c’è la Rivoluzione”. Che tragedia!

E di Georgie cosa ci dici?

Bellissima.

Conosci l'autore, Alberto Baldan?

Onestamente no… sai, era un po’ una catena di montaggio, a me arrivava il prodotto già confezionato.

Il 45 giri Nanà supergirl / Pollon Pollon combinaguai è uno di quelli fatti da Cristina D’Avena preferiti dai fans. Cosa ricordi?

Stupende. Sono due sigle bellissime. Me le scrisse Cassano.

E cosa puoi dirci della tua collaborazione con Detto Mariano per Il grande sogno di Maya e Dolce Kathy?

Le ho fatte in uno studio piccolissimo, con un computer. Era a Milano.

Arriviamo al grande successo di Kiss me Licia

Il motivo di tanto successo fu la dolcezza del personaggio. Grandiosa la sigla e grandioso il cartone animato, che fece sognare milioni di bambini.

Successo calcolato, studiato, atteso…?

Inatteso e grandissimo. Quando arrivò, però, ce lo prendemmo tutto…

Beh, giustamente. E che ci dici della tua esperienza di attrice di quel periodo?

Favolosa, spero di poterla ripetere… Avevo la possibilià di cantare e recitare, meglio di così. Cantare e recitare è un connubio che in me si sposa benissimo. Mannaggia, ogni volta devo fare o l’uno o l’altro…

Occhi di gatto?

Bellissima canzone, attuale direi. Si può cantare ancora oggi.

E le canzoni per il genere maghette?

Beh, un cartone segna una vita, un’adolescenza. Scandisce le tappe. Quelli erano davvero belli. Mi riferisco a L’incantevole Creamy o a Sandy dai mille colori ad esempio.

Ho intervistato ieri Paola Orlandi. Lei preferisce guardare sempre al futuro… e tu?

Io sono una conservatrice, sono così di carattere. Guardo al futuro ma c’è tutto il mio passato. Anche un solo oggetto che rappresenta qualcosa, un ricordo rimane lì…

Se ora risentissi la registrazione di Bambino Pinocchio, ti ci ritroveresti?

Mica tanto… Magari la ricanterei ma allora la volli interpretare in quel modo e va bene così. Adesso la ricanterei con vent’anni di esperienza in più (infatti negli ultimi anni Cristina si è presa la soddisfazione di ricantarla, nda).

La canzone di Jem.

Jem… quella funzionò… Jem…nanananana Jem (canta). Il mio nome è Jem…

Arrivando a E’ quasi magia Johnny e a Il mistero della pietra azzurra, fino a Sailor Moon

Tutte belle.

Un pezzo che andrebbe apprezzato è quello per il cartone animato di Sakura, scritto da Fasano.

Vero… sì, sì.

Una cosa importante che rischiavo di scordarmi: ultimamente sono stati riproposti dei cartoni animati per i quali tu avevi cantato le sigle, Bambino Pinocchio, con la sigla tedesca originale, Bun Bun, con una sigla strumentale e Lo strano mondo di Minù, con una sigla di Dorati. Ti dispiace che abbiano tolto le tue?

Molto. Purtroppo, però, se li hanno trasmessi su canali privati, è solo una questione di diritti.

Progetti futuri e sogni nel cassetto di Cristina D’Avena.

Tornare sulla scena, mi piacerebbe tanto.

Anche stasera hai fatto un medley di sei canzoni. Ricordo che ti intervisto in occasione di una serata a te dedicata a Radio Italia, in un concerto tutto per te. Ci vuole una certa personalità per andare avanti tre ore sempre smagliante. Hai mai pensato allora di fare la presentatrice per esempio?

Sì, presento spesso lo Zecchino, se mi fanno qualche proposta chissà, devo divertirmi però. E sentire che la gente mi ama. Può capitare che fai delle cose che non vengono apprezzate. Amo rischiare ma devo essere sicura…

Quali sono la migliore qualità e il peggior difetto di Cristina D’Avena?

Il difetto è che sono di una pigrizia sconfinata. Se devo essere in un posto alle 8.00 non ci arrivo prima delle 14.00. La qualità è che ho una gran voglia di vivere. In ogni cosa riesco a trovare lo spunto per divertirmi.

Ti ricordi una tua partecipazione nel 1983, in cui vincesti anche una coppa grazie a La canzone dei Puffi se non sbaglio, al Festival delle sigle di Pavia. C’erano anche i Cavalieri del Re, Nico Fidenco

Può essere ma non me la ricordo molto. Ricordo invece Macchemù, in cui i Cavalieri del Re sono stati carinissimi. Ci siamo abbracciati ed è stato un bellissimo momento.

Cristina D'Avena coi Piccoli Cantori di Milano
 

Nota dell'autore: Cristina resta attiva nel panorama discografico e televisivo. Per quanto riguarda le sigle, ricordo le ultime produzioni in cui duetta con Giorgio Vanni, l'ultima in ordine cronologico è Holly e Benji Forever. Inoltre un secondo concerto, abbastanza recente, ripreso nella sede di Radio Italia. Oltre alle varie pubblicità di cui è inoltre protagonista, e alla recente intervista sul settimanale Sorrisi e Canzoni Tv, mi è rimasta particolarmente impressa la sua partecipazione, elegantissima, al Gran Galà per il ventennale di Canale 5, in compagnia dei grandi protagonisti della tv italiana.

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