News Prefazione Staff Introduzione
Le Interviste Testi delle canzoni Appendici Storia della TV
Video Saluti

Gian Paolo "Giampi" Daldello

 

Intervista di Mauro Agnoli (14-05-1999 e 26-12-2003)

Ho intervistato il responsabile discografico presso il suo ufficio a Milano (nda).

LA MIA BIOGRAFIA
Gian Paolo Daldello

Anagrafe. Il sottoscritto Gian Paolo Daldello, Giampi per gli amici, nasce a Genova il 29-05-1969. Famiglia. Figlio di Gianni Daldello (Gianni è produttore della famosa sigla del telefilm di Zorro del 1977, nda) e Paola Orlandi, ho una Giampi Daldello ai tempi di Remìsorella, Chiara. Mia zia è Nora Orlandi. Curriculum scolastico. Diploma in ragioneria e laurea in lingue e letterature straniere, conseguita mentre lavoravo a tempo pieno frequentando le lezioni serali presso la libera Università di Lingue e Comunicazionie IULM. Esordio artistico. Imprevedibilmente burrascoso: venni chiamato ad interpretare nel 1979 un breve inserto solista d’apertura di una canzone che di lì a poco avrebbe spopolato e il cui 45 giri avrebbe venduto, entro pochi mesi, 600.000 copie, Remì. La Fonit Cetra si comportò però scorrettamente nei confronti della mia famiglia, quando utilizzò un altro bimbo per i passaggi video in Rai. La situazione venne tamponata prima di dover ricorrere a vie legali che addirittura avrebbero potuto bloccare il successo del single. Ricordo che ricevetti dalla Fonit un bel regalo di Natale e apparvi su Telecity nella trasmissione Caccia al campione condotta da Dino Crocco, amico di famiglia, dove potei finalmente esibirmi come il volto dei Ragazzi di Remì. Infine venne pubblicata su Onda Tv un’interessante intervista a mio padre, Gianni Daldello, che spiegò l’accaduto con dovizia di particolari. Tra le sigle della Balena Giuseppina e quelle per la Fininvest passano circa dieci anni. Carriera. Ormai ho dimenticato le sigle tv, che non ho mai considerato seriamente, nulla più che un simpatico divertimento. Per qualche tempo ho lavorato per Carlo Nasi presso la Panarecord, oggi mi occupo di diritti di sincronizzazione per l’advertising e gli audiovisivi alla Emi Music Publishing. Lavoro di marketing sul catalogo e di consulenza, propongo le musiche del catalogo editoriale Emi per gli spot ed altri utilizzi video in stretta cooperazione con agenzie pubblicitarie e case di produzione. A me vengono affidate tra le altre cose ricerche di materiale musicale, sulla base di uno storyboard o di uno script, o, ancora meglio, di un video promozionale, realizzati dalle stesse agenzie e case di produzione, un connubio professionale fra creatività e business (ha avuto ad esempio l’opportunità di conoscere un altro noto interprete ed autore di sigle, Nico Fidenco, di cui è stato utilizzato il brano London street per uno spot inglese della Fanta, nda). Dopo alcune docenze saltuarie sono docente per l’anno accademico 2003/04 presso il Master in Comunicazione Musicale per la Discografia e la Radio presso l’Università Cattolica di Milano. Mamma Paola e zia Nora. Fondatrice di diversi cori, i 2+2, i 4+4 e I Nostri Figli, Nora ha sempre lavorato a Roma, dove per circa 10 anni ha collaborato con la sorella minore Paola, cioè mia madre, che in seguito si è trasferita a Milano per seguire in tourneè artisti come Milva e Celentano. Nora ha realizzato i cori di diverse sigle RCA come L’ape Magà e La canzone di Doraemon. Paola è stata invece chiamata da Albertelli e Tempera, che hanno utilizzato il suo coro nelle famose sigle della Fonit, e in seguito da Augusto Martelli in Premiatissima, con una partecipazione diretta in video, le Keyboards. Oggi tutto si è ridimensionato. Nora è tuttora insegnante di canto e collaboratrice di un’accademia. Ha fornito consulenza a soubrettes e presentatrici tv che necessitavano di un’impostazione base. Figlio d’arte. Una vera doppia faccia della medaglia. Entri più agevolmente nell’ambiente musicale, ma devi anche dimostrare il massimo, da subito, proprio perché hai dei genitori che in quel campo hanno operato bene. E non interessa a nessuno il fatto che ti manchi l’esperienza che i tuoi hanno acquisito dopo tanti anni e tanti errori.

CHIACCHIERATA SULLE SIGLE

Mauro Agnoli e Giampi DaldelloCome ti capitò di cantare le tue prime sigle da bambino?

La Ariston è a Milano, e con loro c’era una conoscenza diretta, mia madre aveva fatto tanti turni, aveva lavorato diverse volte col maestro Franco Tadini, che tra l’altro ricordo particolarmente come una persona squisita e un musicista molto preparato. Conoscendolo direttamente, abbiamo lavorato con lui diverse volte, e quando ha avuto bisogno di un ragazzo per una sigla, l’ha chiesto a mia madre, così è venuto fuori automaticamente l’interprete per La balena Giuseppina. Per quel che riguarda la Fonit, anche lì Vince Tempera conosceva mio padre, che appunto lavorava in Cgd, e mia madre da tantissimi anni. Lei lavorava per la Rai, per Albertelli e Tempera ha fatto tutte le sigle. La canzone era già pronta, ma mancava appunto la voce solista di un bambino per completare il pezzo. Probabilmente, avranno sentito tante persone, e poi, conoscendosi, niente di più facile che sia venuto fuori il mio nome per Remì. Mio padre ha lavorato come dirigente in Cgd fino alla metà degli anni ‘80, ora fa lavora come produttore e consulente artistico freelance , anche per progetti editoriali e grandi tirature (Hobby & Work).

Dino Crocco, Giampi Daldello e Paola Orlandi presentano in tv il vero bimbo di RemìAnche se cantavi solamente, hai qualche ricordo particolare di queste sigle?

Ma, io ho un ricordo bellissimo in generale, perché appunto è sempre stato preso come un divertimento fatto così, sporadicamente, avevo 9-10 anni. E poi, le ultime, quelle per Canale 5, dove avevo già 17-18 anni, una o due mi ricordo anche che le ho incise quando ero già a militare, ho dovuto chiedere un permesso particolare. Di quelle fatte con Draghi, mi piaceva la linea melodica, le musiche, che erano veramente molto curate, basi degne di vere canzoni anche se spesso sottovalutate.

Parlami di queste sigle: cosa ricordi?

La musica, la melodia molto bella di Giuseppina, ed una voce a posteriori diversissima da quella delle sigle per la Fininvest, era anche il periodo di cambio di voce. Ho mantenuto perlomeno l’intonazione, ma cambiando tonalità e perdendo l’estensione che avevo, e poi non usandola, molto si perde. In quel caso, io ho conosciuto solo Tadini, che sicuramente ha fatto solo la musica, non il testo. Con Tempera mi ricordo poco, solo un turno, perché, al di là delle sigle dei cartoni animati, ho anche cantato diverse volte con mia madre per i jingle pubblicitari, che costituivano l’altra parte nostra di lavoro all’epoca. In un paio di occasioni mi ricordo quindi di questi turni in Rai con Tempera, dopo Remì. Di Draghi mi ricordo particolarmente questa impostazione di matrice rockettara, che poteva essere sfruttata non solo per cartoni animati, delle belle basi, in relazione ai testi, che invece ti vincolano di più. Penso che nei cartoni animati la musica abbia un peso maggiore e possa evidenziare le atmosfere ed i caratteri meglio di un testo.

Giampi Daldello nel suo studioQual è la sigla tua preferita?

Sicuramente, una di quelle a cui sono più affezionato, delle prime, è La balena Giuseppina. E poi, tra le ultime, la sigla delle Tartarughe Ninja. Ho dimenticato Sembrava il Signore, non ho citato quella, e invece la metterei ancora prima della Balena Giuseppina. Favolosa. Quella è stata realizzata in Cgd, non ricordo onestamente se era stato fatto un Lp o qualcosa, in Cgd avevo fatto anche Zorro, dove cantavo anch’io. Doveva essere una collection di brani natalizi prodotta dalla Cgd, e poi non ricordo nemmeno se sia uscita.

E Remì no?

Remì, be’, come periodo senz’altro, ma devo dire che aveva un’intervento da solista molto più limitato. Sicuramente fu la sigla più importante, anche come vendite, e quindi una grande soddisfazione, anche se io non ho guadagnato nulla in diritti d’autore, e un’inezia per le altre sigle. Insomma, a livello di interprete, le altre sigle che ho citato le ricordo con maggiore affetto.

E le altre?

Cuore non è fra quelle che più mi han fatto impazzire. A tutto gas la ricordo perfettamente, bella base, ma non è tra le mie favorite. Stesso discorso per Motori in pista, Rangers delle galassie e Capitan Dick. Sceriffi delle stelle me la ricordo benissimo, senz’altro una di quelle che mi è piaciuta di più. Gattiger devo dire che non mi è dispiaciuta, anche se ha sostituito la sigla precedente. Ovviamente anche io mi ricordo il cartone con la sigla vecchia. Io mi studiavo il testo e interpretavo la canzone, ma non interferivo in alcun modo nella realizzazione del brano. He-Man mi era piaciuta molto, ma la Rti a volte non riusciva ad individuare una situazione di stampa.

Come mai ti hanno attribuito l’interpretazione del Ritorno dei cavalieri dello zodiaco di Dorati?

Di questo non so nulla, non ho conosciuto Massimo Dorati.

Gabrio Secco e Giampi Daldello
 

Nota dell'autore: Giampi Daldello con grande disponibilità ha recentemente supervisionato personalmente la presente intervista, che è da considerarsi quindi esaustivamente aggiornata e del tutto corretta.

Clicca qui per la discografia di Giampi Daldello
Statistiche: 6 immagini