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Massimo Dorati

 

Intervista di Mauro Agnoli con la collaborazione di Marco Auditore (24-12-1994)
Ho intervistato l'autore presso la sua casa milanese (nda). Mi scuso per la momentanea assenza di ulteriori immagini, ma si tratta di cercare tra un migliaio di fotografie, al più presto possibile rimedierò... Questa intervista è già apparsa alcuni anni or sono sul numero 3 della rivista Benkyô!

Benkyô! 3
LA MIA BIOGRAFIA

Anagrafe. Sono nato a Milano il 16 settembre 1953, sotto il segno della Vergine. Famiglia. Mio padre si chiamava Angelo ed è morto nel 1971, quando avevo 17 anni. Mia madre si chiama Wanda e ho una sorella sposata, Paola. Io non sono sposato e vivo con la madre e la nostra cagnetta Camilla. La musica in famiglia. Papà Angelo per divertimento suonava, poi avevamo un parente americano, Anthal Dorati, direttore d'orchestra e noto violinista. Inoltre i Dorati vanterebbero una parentela con Giancarlo Menotti. Quando avevo 5 anni, mio padre mi spinse a studiare pianoforte, ma lo feci controvoglia. Me la cavai grazie al mio ottimo orecchio musicale. Poi tradii il pianoforte per suonar l'organo nei gruppi. Quando avevo 17 anni è morto mio padre ed ho reagito restando 2 anni in casa da solo e riprendendo dall'inizio a suonare il pianoforte, che mi serviva proprio per non pensarci. Papà era morto alla domenica ed io 5 o 6 giorni dopo al sabato sera con il mio complesso andai a suonare ad una festa per 4 ore consecutive, avendo questa cosa nel cuore. Curriculum scolastico. Ho fatto le elementari, le medie, il liceo scientifico e per un esame non mi sono laureato: avevo la tesi pronta, solo che mi è passata la voglia. Volevo fare il musicista, ma non ci riuscivo, allora decisi di diventare avvocato e specializzarmi in diritto d'autore, in modo tale da gestire gli interessi degli artisti. Ma l'incontro con Vito Pallavicini cambiò il corso della mia vita. Con Vito Pallavicini. Un anno sono andato in montagna a fare le vacanze, dove ho incontrato un amico di famiglia, Vito Pallavicini, che scrisse Azzurro di Celentano. Vito è quello che ha inventato Toto Cutugno; ha fatto molti successi in Italia, ma in quel momento andava particolarmente forte in Francia. Lui mi disse che ero bravo e che mi voleva con lui. L'ho frequentato con entusiasmo per due anni, ma Vito aveva tanti impegni, mentre io non sapevo muovermi bene nell'ambiente. Sapevo solo una cosa: volevo fare le musiche della pubblicità. Procter & Gamble. Un giorno mi chiama questo mio amico che era un direttore della Procter & Gamble, una società americana, e mi chiede se ho mai fatto pubblicità, ed io: -Mai!- allora mi fa:-Senti, domani vengo su da te, e facciamo delle prove per un caffè, che si chiama Morning- che poi ho scoperto essere lo Splendid. Passiamo un giorno assieme, io al pianoforte, lui alla chitarra e scriviamo 5 o 6 musichette. E' stata la prima volta che ho conosciuto il linguaggio della pubblicità. Tutti gasati, spediamo la cassetta a Roma, e da là un musicista dell'agenzia che gestisce il budget della Procter mi chiama e incomincia a parlarmi in pubblicitese, un linguaggio pazzesco che alla fine celava solo il loro intento di firmare il mio pezzo, ma io ho rifiutato. Quella è stata comunque la molla che mi ha spinto a lavorare in pubblicità. Pubblicità e tv. Inizio quindi con le musiche della pubblicità, poi, sotto l'input dei creativi, comincio a scrivere le parole delle musiche, poi passo ad Odeon Tv e mi occupo anche di sigle televisive, piano piano ho cominciato a conoscere il linguaggio televisivo occupandomi anche dei programmi. Quando sono entrato in Fininvest ho scritto le canzoni per alcuni cartoni animati, poi l'inno per il decennale di Canale 5; ormai sapevo come funzionava quel meccanismo, e mi ha chiamato il capostruttura, Gigi Reggi, dicendomi che ero stato scelto come co-autore di Azzurro e del Festivalbar, poi da lì sono andato avanti. A Odeon. Inizialmente mi sono occupato di promosoft, cioè la promozione di rete: tutte le musiche istituzionali erano mie e di Gabriella Ballabio, responsabile di rete. Poi ho fatto il curatore di un programma che si chiamava Caffè Italia, sulla musica italiana. Poi Una notte all'Odeon, che era un'ipotetica serata al cinema Odeon, all'inizio c'era del cabaret, poi un bel film giovanile, importante, tipo American Graffiti, e alla fine si tornava in studio, una specie di drive-in, di teatro con dei comici. Lì sono nati Giobbe Covatta, Gioele Dix e la Gialappa's Band, che erano gli autori. Dopo ho fatto Telemeno, Kappa O, anche questo con la Gialappa's Band, Slurp, un contenitore per bambini con la regia di Guido Spagnaro, le canzoni dei cartoni animati, e tutte le musiche di rete, da La mia amica sei tu a Odeon è una tele esagerata, dai promo degli spot a Sete di vittoria, con tutta l'impaginazione grafica di Odeon. In Fininvest. Entro nel settembre 1990 e faccio le sigle dei cartoni animati. L'inno per i 10 anni di Canale 5 a ottobre o novembre del '90, per la prima puntata di Buon Compleanno Canale 5, che a dicembre è andato come jingle natalizio di rete. A marzo 1991 sono autore di Azzurro, e a seguire Festivalbar, due edizioni, I Tre Moschettieri, Sabato al circo, Il circo delle stelle, L'Odissea, Sei meno meno, due anni di Karaoke, Il gioco dei nove, Canzoni spericolate, Gran galà della musica, Perdonami, tre edizioni di Canzoni sotto l'albero, Scherzi a parte, La sai l'ultima?, L'Isola del Tesoro, un programma su Telepiù, Mister Miliardo, televendite come consulente...e poi devo aver fatto qualcos'altro...niente, questo. L'Isola del Tesoro era uno speciale realizzato con Alessandra Valeri Manera, con un cast tutto di bambini, tra cui Matteo Mancini, che si è visto al Maurizio Costanzo Show, e che ha impersonato anche il narratore in un videolibro con Fabio Concato, che ha curato le musiche. Amici miei... Grande amico di Gerry Scotti. Con Teo Teocoli siamo amici da 20 anni, Teo mi conosce da quand'ero ragazzino, un rapporto da papà a figlio, infatti mi bacchetta spesso. Molto affezionato a Fiorello, vi ho vissuto assieme 2 anni, con lui e Katia Noventa: il famoso presentatore è una persona deliziosa, pur con tutti i suoi difetti, e gli voglio davvero un gran bene. Altri amici: Corrado Tedeschi, Sergio Vastano, Enzo Braschi, Susanna Messaggio, Gabriella Golia. Le mie sigle ad Odeon Tv. Dal 1987 al giugno 1990 lavoro ad Odeon Tv, realizzando le seguenti sigle per cartoni animati nel biennio 1988-'89, mai pubblicate: I cavalieri dello zodiaco, Il favoloso mondo di Talpilandia, Il mio amico Guz, Kate and Julie, Go! Gorilla Force, Robocop, L'inno dei G.I. Joe, La vita di un vitello (per Fantazoo/Ox Tales, provino non utilizzato ed inedito), Minù (canta Erika Papa), Lo scrigno magico (cantiamo io ed Erika). L’arrangiamento e la realizzazione sono mie, con la collaborazione di Chicco Santulli. Sono anche autore di parole e musiche, tranne il testo di G.I. Joe e la musica originale di Talpilandia, per cui comunque ho curato l'arrangiamento. Cori eseguiti da me, Chicco Santulli e Massimo Crestini, con inserzioni vocali soliste di Erika Papa nei brani specificati. Produzione Juke-Box Studio. Le mie sigle in Fininvest. Nel 1990-'91 collaboro con Alessandra Valeri Manera per le seguenti sigle di Italia 7 (network che fino al 1994 era di Berlusconi): Rocky Joe, il campione, Tommy, la stella dei Giants, Tartarughe Ninja (inedito, canta Chicco Santulli, esiste anche la versione strumentale), Il ritorno dei Cavalieri dello Zodiaco. Il sogno. Adoro scrivere canzoni, è un bel divertimento. Ho un gruppo di 8 elementi con cui canto e suono: canzone italiana, rock, blues, medley di canzoni per la pubblicità. Il mio grande sogno sarebbe di portare un mio pezzo a Sanremo, o al Festivalbar, o comunque a una manifestazione importante, cantato da me o da un artista famoso.

CHIACCHIERATA SULLE SIGLE

Odeon Boys è sinonimo di Massimo Dorati: e i tuoi collaboratori, Chicco Santulli e Massimo Crestini, come li hai conosciuti?

Be', Santulli era il chitarrista e uno degli autori del Gruppo Italiano, quelli che han fatto Tropicana, che ora non ci son più. Tra l'altro mi pare che Chicco abbia anche scritto delle canzoni per la D'Avena. Non mi ricordo in quale frangente l'ho conosciuto, comunque loro si erano sciolti, e io avevo bisogno di un arrangiatore: era il periodo in cui lavoravo per la Green Movie, 1982 o 1983. Prima di lavorare in Green Movie, io facevo il free-lance, cioè lavoravo nel mercato pubblicitario e mi appoggiavo a degli studi di registrazione, ed ero io il responsabile delle mie cose. Poi invece in Green Movie sono passato in una struttura multimediale e multifunzionale. In quel periodo c'era ancora il Gruppo Italiano, e come sono andato in Green Movie ho chiesto a Chicco di lavorare con me, però loro in quel momento stavano facendo Premiatissima. Quando si sono sciolti abbiamo incominciato una duratura collaborazione. Anche adesso, se ho bisogno di qualcosa, gli telefono e lavoro con lui. Chicco è proprietario di uno studio di registrazione che si chiama Juke-Box, e fa pubblicità, arrangiatore, direttore d'orchestra: ad esempio, io ho fatto Canzoni sotto l'albero, e lui dirigeva. A un certo punto io ho avuto da dire con la Green Movie, ne sono uscito e mi sono appoggiato per qualche mese alla View Point, una società concorrente che fa le stesse cose: mi hanno accolto a braccia aperte e mi hanno comprato le tastiere, ma questo periodo è coinciso col fatto che stava nascendo Odeon Tv. Loro erano impegnati, io ero impegnato, e non se n'è fatto niente; loro avrebbero offerto ai clienti un servizio in più, la musica, ma io sono passato a Odeon, e per loro non ho mai fatto niente, ma la View Point la porto lo stesso nel cuore, e con loro ci sono ottimi rapporti d'amicizia. Massimo Crestini invece era un amico del Gruppo Italiano, erano in classe assieme al liceo: per un certo periodo è stato socio del Juke-Box, ed essendo dentro lavorava con Chicco, cantava. Poi si sono separati, e Crestini adesso fa il pittore. Tieni ben presente che io ero gli Odeon Boys: Chicco cantava e arrangiava, Massimo faceva i cori, la produzione era Juke-Box, loro collaboravano insomma. Per Minù ho preso una corista, Erika Papa. Lavoravamo assieme, da amici, ma la paternità del nome e delle canzoni è mia. Io e Chicco facevamo gli arrangiamenti in studio, io suonavo le tastiere...adesso è da un po' che non le suono più. Con Crestini e la Papa comunque attualmente non collaboro più, insieme abbiamo fatto solo quello.

Come realizzavate le sigle dei cartoni animati?

Mi davano la storia del cartone animato a grandi linee, cioè la sinopsi, che era un foglio: ad esempio, I Cavalieri dello Zodiaco: la storia iniziava che c'era un torneo, per avere l'armatura...tanto per darti un'idea...c'era Minù, questa vecchietta che si trasformava in bambina, e poi si ritrasformava in vecchietta, e queste cose mi ispiravano le parole: questa vecchietta, dolce e tenera Minù, ogni giorno ne combini...però era un po' monella, questa qui...quindi, su quello mi venivano in mente delle cose: io ero in macchina, per dire, e mi veniva in mente il testo, poi venivo a casa, mi canticchiavo la musica, mi mettevo al piano, non so, mi veniva in mente una roba di quel tipo, e poi da lì scrivevo il testo. Poi telefonavo a Chicco: -Domani vengo da te- e gli facevo sentire tutto il pezzo al pianoforte, e ci studiavamo l'arrangiamento.

Cos'è per te esattamente l’arrangiamento?

Praticamente, è come se tu pigli un abito, però lo devi confezionare: è una serie di elementi che devi rivestire. Cioè, tu hai una tela, un tessuto e devi costruirci un vestito, cioè devi fargli l'occhiello, le spalle, il reverse, quindi l'arrangiamento è la confezione di un vestito; così dici; bene, la batteria deve fare questo disegno, il basso quest'altro, poi ci metti dentro i fiati, la chitarra fa questo disegno...poi c'è il mixaggio: a un certo punto tu hai tutti questi suoni, registrati separati, e devi trovare dei giusti equilibri: non so, con la voce, come funziona la batteria, sai, si deve sentire tutto, così devi star lì a tagliare le frequenze, a comprimere certi suoni...cioè, c'è tutta un'operazione ben precisa, che farla così è facile, ma a farla bene, insomma, ci metti un po'. Gli effetti sonori fanno parte dell'arrangiamento: ad esempio, a un certo momento arriva un'astronave, bene, questi effetti ci sono, nelle tastiere. Per le musiche abbiamo usato suoni campionati o tastiere, ma anche chitarre...di solito la canzone era pronta in 2 o 3 giorni.

Come mai le sigle che hai fatto per Odeon durano così poco, un minuto e mezzo circa?

Quando ho fatto le robe per la Fininvest, la Valeri Manera mi ha chiesto: -Fammi l'estensione del pezzo, poi andiamo a fare il taglio sulla sigla-. Invece a Odeon facevo i pezzi esattamente quanto dovevano durare, cioè il taglio sigla, un minuto e mezzo, due, quelle robe lì...quando facevo 'sta roba non pensavo che ci sarebbe potuto essere uno sbocco di tipo discografico.

Talpilandia: tu cosa hai fatto?

Le parole sono mie. La musica è rifatta da me, ma è uguale a quella giapponese.

Mi parli di G.I.Joe? L'inizio è stupendo!

Sì, lì abbiamo campionato la voce, non so se mia o di chi...praticamente, hai sulla tastiera le diverse note da campionare, e a seconda di dove schiacci, la fai stridulissima o bassissima. Con noi c'era un ragazzino che cantava, ma in questo momento non mi ricordo come si chiama: ormai adesso avrà la voce di un ventenne, capito? Il testo di G.I.Joe non era mio, ma di Andrea Di Gregorio, che era il creativo di un'agenzia che si occupava del merchandising della serie. Siccome sui G.I.Joe c'era tutta un'operazione della MB Giocattoli, allora a un certo punto mi han chiesto di fare questo...Andrea Di Gregorio era il creativo dell'agenzia, e nella fattispecie ha fatto il testo.

A quale di queste sigle sei più affezionato?

Naturalmente, ai Cavalieri dello Zodiaco, è un peccato che non sia uscita su disco, secondo me avrebbe venduto molto. La canzone che mi piace di più è Il mio amico Guz, e anche Robocop mi piace molto. Non pensavo invece che Kate and Julie fosse così popolare tra i fans, non sapevo che la serie andasse forte, sai, non sono un appassionato. Diciamo comunque che mi sono divertito a farle tutte, i fans mi dicono che hanno apprezzato le mie sigle, che differivano dallo stile della Valeri Manera, che ha fatto buone cose, ma sempre per un target infantile: io invece ho lavorato soprattutto su serie d'azione. Comunque ammetto che nei miei ricordi resteranno altre cose che ho fatto, come la pubblicità per il Thè Infrè, il mio primo lavoro importante, che mi ha fatto conoscere nel giro pubblicitario, poi la sigla di Odeon Tv, dove ho capito che ero stato catapultato in una nuova esperienza in un grande network nazionale. Il più bel ricordo però è l'inno per il decennale di Canale 5, lì ho capito di andare davvero forte, anche se all'inizio non è stato per niente facile, perchè io arrivavo da Odeon, sai, dalla concorrenza, però sono riuscito a farmi accettare col mio carattere e le mie capacità, da quelle parti se fai lo stronzo ti mangiano in un boccone, e lo stesso se ti fai mettere i piedi in testa, lavorare in Fininvest è una scuola di vita!

A un certo punto, Odeon Tv si è ridimensionata: come mai?

Non lo so, c'è stata una cattiva gestione, non so dire, so che hanno perso anche dei soldi.

Non c’è mai stata l’opportunità di incidere le sigle di Odeon?

C'era stata una chiacchierata con qualcuno della Emi, non era neanche un accordo, ma non se n'è più fatto niente: era stata una chiacchierata informale, non mi ricordo neppure con chi ho parlato, è semplicemente una cosa che non è proseguita.

Come sei arrivato in Fininvest?

In giugno, nel '90, ho lasciato Odeon. In Fininvest sono entrato a settembre, ma per caso: mi hanno presentato Alessandra Valeri Manera, lei sapeva chi ero, sapeva delle mie musiche, allora abbiamo deciso di provare questa collaborazione. Tieni presente che in Fininvest non sono mai stato messo a contratto: sono un consulente, un libero professionista. Comunque, ripeto, entrare in Fininvest non è stata una cosa prestabilita: è successo tutto per caso. Mi hanno messo alla prova, ed è andato tutto bene, poi ho cominciato a lavorare con Fatma Ruffini.

Il Ritorno dei cavalieri dello zodiaco: come mai su Fivelandia 9 e nei credits della sigla di coda la canzone veniva attribuita, come interpretazione, a Giampi Daldello?

Non ne ho idea, sarà stata una svista. Comunque questa è l'unica canzone di cartoni animati fatta da me che sia uscita su disco.

Lavorando dietro le quinte, suppongo non sarai mai stato disturbato dai fans.

Invece ti sbagli, non so come hanno fatto, ma mi hanno trovato in molti. Pensa che una ragazza addirittura, penso fosse giovanissima, voleva scappare di casa e venire a vivere con me, perchè era sicura che fisicamente assomigliassi ad uno dei Cavalieri dello Zodiaco! Io non sapevo che pesci pigliare, ma alla fine sono riuscito a farla ragionare per telefono e a convincerla a lasciar perdere.

 

Nota dell'autore: la carriera di Massimo Dorati prosegue oggi con grandi soddisfazioni in Mediaset (Buona Domenica). Incredibile a dirsi, dopo 16 anni nessuno ha ancora pensato di pubblicare le sigle di Odeon Tv, che sono certamente disponibili presso gli autori.

 
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