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Anagrafe.
Sono nata in Umbria, a Terni, il 25 settembre 1955.
Famiglia.
Ho una sorella più grande, Eloisa.
Curriculum scolastico.
Ho cominciato con la musica classica, iniziando a 10 anni a studiare
violino al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano. E per un po’
di anni mi sono dedicata esclusivamente alla musica classica. Era
proprio la mia passione e guardavo un po’ con la puzza sotto il
naso tutto quello che era al di fuori della musica classica.
Esordio artistico.
Poi verso il 1968/1969 Paola Orlandi, sorella di Nora Orlandi, si trasferì da Roma a Milano, dopo il matrimonio, e decise di mettere in piedi una formazione vocale come quella di Nora
con cui lavorava a Roma. Per cui venne in Conservatorio a cercare dei
ragazzi. All’inizio è stata coinvolta mia sorella, anche
perché io ero più piccolina. Avevo 14 anni e ogni tanto
la seguivo perché ero curiosa di scoprire come si registravano i
dischi e le canzoni. Allora Paola volle
sentirmi e mi fece provare a cantare, cosa che per me era facile
perché studiando in Conservatorio ero abituata a leggere
partiture di musica classica e canto corale. Il fatto di avere una
eccellente preparazione tecnica mi ha favorito. Paola quindi ne parlò con Nora, che comunque aveva una supervisione anche di questo coro, e alla fine, nel 1971, mi è stato proposto da Paola
di andare al Festival di Sanremo nella formazione del 4+4 per
accompagnare tutti i pezzi del Festival. Io avevo 15 anni e pochi
giorni, e i miei genitori dovettero andare a firmare liberatorie in
Questura. Al Festival ho conosciuto Nora,
che mi ha fatto una specie di esame, ero un po’ spaventata,
però ho capito che era una grande professionista.
Quell’anno ha vinto Il cuore è uno zingaro di Nicola Di Bari e Nada. Poi c’erano i Mungo Jerry, Celentano con Sotto le lenzuola, Little Tony, Patty Pravo, e io mi sono ritrovata all’improvviso catapultata lì in mezzo ed è stata una esperienza grandissima.
Carriera.
Da Sanremo in poi ho cominciato a collaborare sempre di più, nei
dischi e nelle manifestazioni varie. In studio ho collaborato veramente
con tutti, magari solo una volta, ma ho lavorato con tutti. Potrei
citare Battisti, Baglioni, Bennato, Albano e Romina, per tutto il periodo di Felicità e Ci sarà, Biagio Antonacci, gli Articolo 31 per tutti gli album dal 1996 come Così com’è, Renato Zero per il disco con Cercami, Celentano, Eros Ramazzotti per Cuori agitati, Matia Bazar negli ultimi due album, Gloria Gaynor
per un disco fatto in Italia con dei musicisti comunque americani e poi
sono una sua vocalist quando viene a fare serate in Italia, con Jovanotti per tutti i più belli da Ciao mamma a Lorenzo 94, Fausto Leali, Fiorella Mannoia per I treni a vapore e Fragile.
Ho lavorato con artisti completamente diversi e questa è la cosa
che più mi piace del mio lavoro: ogni volta devi cercare di
capire qual è il mondo di quell’artista ed essere pronto a
calartici dentro. Tutto questo, oltre ad aprirti moltissimo la mente e
la musicalità, ti arricchisce perché, la volta dopo,
arrivi e sei già dentro. La forza di un musicista che lavora con
tutti è che, quando arriva, c’è. Aver fatto un
disco di Albano e Romina, non significa non riuscire a cantare per il disco degli Articolo 31.
Io posso dosare o modificare il mio canto, ma il mio dare, la mia
"pancia", è quella. L’unica cosa che non potrei mai fare
è la musica lirica, perché, anche se mi piace tantissimo,
non sono assolutamente in grado. Ricordo con piacere anche tutta una
serie di tournée fatte con degli artisti che ho scoperto essere
delle persone fantastiche, tipo Francesco De Gregori.
Ho lavorato anche con artisti stranieri, soprattutto negli anni 1990,
1991 e 1992 al Festival di Sanremo quando lo ha preso Aragozzini e ha
riproposto la vecchia formula con cantanti stranieri. Un po’ di
tempo fa poi c’è stato un boom dei jingle radio e della
pubblicità, per cui ho fatto una valanga di pubblicità.
Ho fatto quasi tutti i jingle di Franco Godi, il più grande che se ne è occupato. Ho fatto Ti spunta un fiore in bocca
della Colgate, i Baci Perugina, Kodak, che mi piaceva tantissimo. Mi
ricordo che stavo due o tre giorni in studio, durante la settimana,
solo per fare jingle.
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