Intervista di Mauro Agnoli (1994). Trascrizione di Marco Nacci e Matteo Sciba, revisione finale di Mauro Agnoli.
LA MIA BIOGRAFIA
Anagrafe.
Sono nato il 17 marzo 1945 a Liverpool. Mi chiamo Douglas Meakin, diminutivo Dougie.
Famiglia.
Mio padre suonava la batteria e mia madre cantava benissimo, ma non lo ha mai fatto di professione. Ho una sorella. Dal 1967 sono sposato con Rita, conosciuta in Italia, ho un figlio di 25 anni, Christian, e una figlia di 18, Krystal.
Esordio artistico.
A 12 anni ho avuto la mia prima chitarra e dopo due anni già suonavo in un complesso a Liverpool. Poi a 16, 17 anni avevo un complesso che suonava al Cavern Club a Liverpool dove ho conosciuto i Beatles. Ero proprio amico di Ringo Starr, ma mica sapevamo che avrebbero avuto tutto quel successo! Fino a vent’anni ho suonato in Inghilterra e abbiamo pubblicato qualche disco, fra cui un pezzo di Bob Dylan che è arrivato al posto 11 o 12 in classifica. Poi il complesso si è sciolto.
L’arrivo in Italia.
Quindi mi sono messo con un altro gruppo inglese, The Motowns, che aveva un contratto per tre mesi a Roma. Siamo venuti in Italia nel febbraio del 1966. In agosto abbiamo realizzato Prendi la chitarra e vai che ha riscosso grande successo. In novembre durante l’alluvione di Firenze abbiamo perso tutti gli strumenti: avevamo suonato lì proprio la sera prima, in una cantina abbastanza grande, la Siesta. L’anno dopo, sempre con Prendi la chitarra e vai, abbiamo vinto il Cantagiro 1967. Siamo andati avanti fino al ’70. Dopo ho fondato un complesso a Roma, i Godfather, con diversa gente bravissima: Dave Sumner, venuto in Italia con i Primitives di Mal, Derek Wilson, che adesso è il batterista di Venditti, Mick Brill, che adesso è bassista con Mariella Nava,... eravamo tutti amici, e lì abbiamo cominciato a fare i turnisti per l’RCA. Abbiamo suonato con tutti, i Primitives, Dalla, Cocciante, Venditti (Roma capoccia), Morandi,... Nel 1974 sono andato a Parigi dove ho fatto un disco da solo, Stagger Lee (cantato come Sir Albert Douglas, NdR), giunto in sesta posizione in classifica. Così per un paio d’anni andavo avanti e indietro fra Italia e Francia.
CHIACCHIERATA SULLE SIGLE
L’ho conosciuto sempre nel 1966, perché lui era venuto in Italia con un complesso chiamato i
Senate. Lui suona la tastiera. Hanno fatto tutti un po’ di strada.
Tony Mimms, il trombettista, ha fatto tutti gli arrangiamenti di
Gianni Morandi e
Claudio Baglioni (
Questo piccolo grande amore). E poi Tony chiamava Mike a suonare. Tony attualmente sta lavorando con
Celentano, arrangiando l’orchestra per la tournèe che andrà anche in Germania. Io e Mike siamo sempre stati amici. Nel '79 abbiamo scritto
Tarzan Tarzan, cantata da
Elisabetta Viviani, che è la facciata B de
La Banda dei Cinque. Questa canzone era destinata ad andare dietro
Heidi, ma non so perché la RCA l'ha spostata. I primi dischi li firmò solo Mike, perché io ero ancora con la SACEM (Société des auteurs, compositeurs et éditeurs de musique, NdA), non stavo ancora con la SIAE.
La RCA trovò
Tarzan Tarzan carino, così mi dissero: "Adesso arrivano cinque cartoni animati che non sono mai stati trasmessi in Italia". Già era arrivato
Goldrake, e se l'era beccato
Vince Tempera della Fonit Cetra. Allora la RCA ha comprato i diritti per inserire queste sigle, che erano:
Il Grande Mazinger,
Jeeg Robot,
Ken Falco,
Guerre fra Galassie e
Candy Candy. Però
Jeeg Robot, quello in televisione, non sono io.
La CAM però non ci credeva molto: facevano tutte le colonne sonore dei film, per cui pensavano che questa sigla fosse una stupidaggine e non han pubblicato il disco, se non in ritardo. Quando alla RCA hanno visto che Jeeg Robot era molto richiesta, allora hanno chiamato me per farne subito un'altra versione, una cover che abbiamo messo dietro Il Grande Mazinger. Il disco della CAM è uscito dopo, son stati stupidi, capito? Ormai la gente andava nei negozi e chiedeva Jeeg Robot e gli davano il disco della RCA.

Su
Il Grande Mazinger non compare come autore...
No, perché non l’ho scritta, ho cantato solamente, come in quasi tutte le canzoni dei Superobots. Erano piuttosto
Franco Migliacci e
Aldo Tamborrelli a scrivere. Io e Jimi abbiamo scritto un sacco di cose pure insieme. Lui è un bravissimo chitarrista e imitava
Jimi Hendrix, così tutti hanno incominciato a chiamarlo Jimi Tamborrelli.
Come sono nati i nomi dei vostri gruppi, Superobots e Rocking Horse?

All'inizio abbiamo pensato se firmare i dischi col mio nome, Douglas Meakin, ma poi abbiamo preferito Superobots, un’etichetta con cui potesse cantare qualsiasi voce. Da
Il Grande Mazinger a
Babil Junior c'ero io nei Superobots, poi hanno provato con qualcun altro, ma non è andata molto bene! Il nome Superobots è stato scelto per i cartoni d'azione. Nei Superobots la mia voce si riconosce in
Jeeg Robot,
Ken Falco,
Guerre fra Galassie,
Blue Noah e
Gordian. Ne
Il Grande Mazinger e in
Daltanious ho cantato con
Massimo Cantini (che si celava dietro lo pseudonimo di
Argante, NdA). Rocking Horse invece suonava bene, sai, rock'n'roll, e poi significa cavallo a dondolo, per i bambini, no?
Sbaglio, o la genesi del singolo di Candy Candy è piuttosto complicata?

E’ incominciata così: mi hanno chiamato per fare
Lassie, nel '77, ma poi l'ha fatta
Christian De Sica. Infatti, così come chiedevano la sigla a me, la chiedevano anche a
Jimmy Fontana, a
Nico Fidenco,... ognuno portava la propria idea e poi sceglievano. Io ho portato
Lassie che faceva così: "
Lassie, oh Lassie, tu caro amico che sei..." che, se l'hai riconosciuta è il ritornello "
Candy, oh Candy, nella vita sola non sei...". Infatti
Olimpio Petrossi mi disse: “Senti, al posto di mettere Lassie, mettiamo Candy...”. Olimpio e il povero
Anselmo Natalicchio (deceduto nel '94 a 60 anni, NdA) producevano molte sigle per la RCA. Eravamo proprio amici, come fratelli. Anselmo morì proprio all'improvviso, guarda, ci siamo rimasti tutti male. Era lui che raccoglieva tutte le cassette e sceglieva la sigla. Prendeva questa, questa e questa, le portava alla RCA, poi ci chiamava tutti noi nella sala delle riunioni e ci comunicava le novità e le decisioni. Allora per le parole di
Candy Candy abbiamo chiamato
Lucio Macchiarella. La canzone è firmata anche da
Kobra,
Bruno Tibaldi. Lui aveva un pezzo che faceva così: "
L'astronave non va..." che in
Candy Candy è diventato l’inizio della strofa "
Candy è poesia, Candy Candy è l'armonia...". Poi io e
Mike abbiamo continuato con "
È zucchero filato, è curiosità..." e con il ritornello di
Lassie. La canzone alla fine è firmata da Macchiarella, Fraser e Kobra.

Olimpio mi chiese di andare in studio per fare solo l'arrangiamento, perché doveva cantare
Stefano Senesi; così feci l’arrangiamento, cantando i cori coi
fratelli Balestra, quelli che hanno fatto i cori su
Jeeg Robot e che poi hanno fatto qualcosa anche come
Superobots. Senesi, un grande musicista che lavora con
Renato Zero, si incazzò moltissimo, perché voleva cantare solo pezzi scritti da lui, e non venne in studio. Io quindi ero in sala ad aspettarlo, non veniva, ho chiamato Olimpio in RCA e, siccome serviva la sigla, Olimpio mi chiese di cantare. Io accettai, ma dietro al disco misero un pezzo chiamato
Lucy, scritto e cantato da Senesi, con cui io non ebbi niente a che fare. Dopo questo disco, però, ottenni dalla RCA che mi facessero fare tutti e due i lati, perché la percentuale era più alta.

Cosa pensi dei tuoi colleghi di quel tempo?
Io ho lavorato con
Vito Tommaso, l'autore di
Ken Falco, che è bravissimo, con
Lucio Macchiarella, ottimo paroliere, con
Tamborrelli, che faceva le musiche.
Riccardo Zara è anche lui bravissimo, fanatico dei
Beatles, faceva grandi cose. Tanti invece, facendo le sigle, sbagliavano a pensare troppo ai bambini e non a una canzone. Invece io e
Mike Fraser pensavamo proprio a una canzone.
Parliamo delle altre sigle.

La favorita mia è sempre
Sampei... In
Ken Falco ho solo cantato. Per
Guerre fra Galassie la RCA volle una canzone strumentale, in cui si sentiva una sola voce, quella del comandante dell'astronave, cioè la mia. La partenza è stupenda, guarda, c'era
Olimpio coi led dello studio che faceva un casino... gli effetti sonori erano creati col sintetizzatore e coi vecchi dischi di "sound effects", già appositamente preparati. La serie non era maluccio, sai? Non era una cartone animato, ma un telefilm giapponese. La canzone l'abbiamo scritta io e
Dave Sumner.
Giancarlo Giomarelli era un paroliere in realtà, che ha firmato solo perché stavamo già scrivendo un'altra canzone,
Lancillotto 008, provino poi scartato. Poi c’è
Trider G.7.

E poi ho fatto anche
Grand prix e il campionissimo, cantata assieme a un altro (
Rino Martinez, NdA). Qui, anche se sembra esserci una voce femminile, eravamo due uomini a cantare in falsetto. Come
Rocking Horse abbiamo fatto diverse cose che poi ci hanno scartato, come
Yattaman,
Tigerman e
Lady Oscar, tutti provini in inglese. Per il testo italiano chiamavamo quasi sempre
Lucio Macchiarella. Nostra era anche
L'Isola del tesoro, l'unica occasione che ho avuto di fare una sigla RAI. Era bellissima, ma, dopo la selezione di un sacco di pezzi, siamo rimasti in gara io e
Mike contro
Lino Toffolo, che ha avuto la meglio, come già con
Lancillotto 008.
Mario Cantini, il nostro editore, scelse la sua, ma se con quel cartone avesse mandato i Rocking Horse, sarebbe stato proprio un successo... Un altro pezzo dei Rocking Horse bellissimo, ma rimasto inedito, è
Il fantastico ranch del Picchio Giallo, sigla di una trasmissione mezza a cartoni animati e mezza umana, andata in onda su Telemontecarlo.
Ti ricordi qualche altro aneddoto sulle vostre sigle tv?
Lulù l'abbiamo fatta io e
Fraser, mentre l'album l'abbiamo fatto con
Natalicchio... è stato divertente!
Toriton l'hanno scritta Mike e
Jimi, io ho solo cantato. L’abbiamo registrata al Tele Cine Sound.
Franco Migliacci (il famoso autore dei testi di
Volare di
Modugno, NdA) ha scritto le parole di
Blue Noah, io e Jimi siamo autori delle musiche. Poi c'è
Fantaman (e il retro del disco,
La forza del bene, NdA), ma quello l'abbiamo fatto con la EMI, come
Superband. Alla RCA non solo non ci permisero di firmarci come
Superobots, ma si incazzarono pure!
Mario Cantini mi disse: "Ma come, fai le sigle con qualcun altro?" ed io: "Cantini, allora dammi uno stipendio migliore...e faccio l'esclusiva per voi, oh!". In
Supereroi (sigla di un contenitore di cartoni Rai, NdA) Mike non c'era:
Tibaldi ha chiamato solo me, per cantare. Poi mi ricordo che abbiamo fatto due pezzi per
Georgia Lepore,
Mimi e le ragazze della pallavolo e
Tyltyl, Mytyl e l''uccellino azzurro. Serviva qualche pezzo per lei e l'abbiamo fatto, comunque nei cori ci siamo noi.
Lalabel invece non l’ho scritta con Mike, forse perché stava fuori quando servì la sigla. Allora, parlando con
Lorenzo Meinardi, mi disse che aveva una mezza idea: andai a casa sua, la scrivemmo, la portammo alla RCA, piacque e la facemmo... è l'unica canzone che ho fatto con lui. Poi c'è
Super Dog Black, sigla di un telefilm giapponese. Lo sai che abbiamo guadagnato i diritti sulle vendite dei dischi, ma non i diritti d’autore per la trasmissione in TV? Perché la Fininvest non pagava., solo la RAI pagava... nel telefilm c'era un quarto d'ora di versione strumentale! Poi ci sono anche
Mysha e
Corri come il vento Kiko, che era un film italiano, trasmesso in TV proprio sei mesi fa.
Quanto tempo occorreva in media per la realizzazione delle vostre canzoni, dalla creazione alla registrazione?

Io facevo il provino a casa, con un Revox: in un giorno già capivo il pezzo, il motivo, tutto quanto. Poi un giorno per fare la base e un giorno per cantare. Tre giorni, diciamo. La RCA aveva tempi strettissimi! Tu gli chiedevi: "Per quando serve?" e loro: "Per ieri!"... (ride). Se la RCA decideva di incidere il disco, io consegnavo il nastro alla casa discografica, che si occupava della stampa, della distribuzione e del lancio pubblicitario. Il nostro studio era il "Tele Cine Sound",
Fantaman e
Toriton sono nate lì,
Candy Candy invece negli studi RCA, che ora non esistono più. Poi ti posso spiegare come lavoravamo... ogni strumento è collegato ad un canale di registrazione. La batteria è chiusa all'interno di un cubo in compensato, per evitare che invada, con le sue vibrazioni, spazi riservati al cantante o ai chitarristi. Ogni strumento viene registrato separatamente, su un canale diverso, ma sincronizzato. Poi col mixer facciamo tagli, rallentamenti di velocità, effetti sonori. Quando ciascun suono è pronto per l'edizione, grazie alla sincronizzazione, ogni strumento, gli effetti, le voci e i cori vengono riprodotti simultaneamente e riversati su una bobina a nastro, da cui viene registrata una musicassetta promozionale.
Con quale disco avete venduto di più?
Candy Candy,almeno 400.000 copie. Comunque in tutto mi sa che con tutte queste sigle abbiamo venduto un milione e mezzo di dischi.
Avete realizzato video per le vostre sigle?
Siamo andati in TV cinque volte, ma come video abbiamo fatto solo Candy Candy, registrato a La Città della Domenica, a Perugia. Era tutta una storia inventata da Migliacci, ambientata nella Città della Domenica, dove in pratica c’erano tutti i personaggi. Noi abbiamo cantato su una torre, quando però purtroppo la luce stava andando già via.
Riccardo Zara mi ha parlato di un festival per le sigle televisive...
A Pavia, mi sa. Abbiamo vinto le coppe. Io ne ho vinte due, per
Candy Candy e
Forza Sugar!. Invece Riccardo ha vinto per
Lady Oscar... c'era lui, adesso non mi ricordo chi c'era...
Georgia Lepore.
Avete partecipato ad altre manifestazioni fra il ’79 e l’83?
Abbiamo fatto a Lucca un cosa per le sigle televisive con
Pippo Baudo. Poi io e
Giomarelli abbiamo montato uno spettacolo teatrale per bambini al Sistina nell'84,
Viaggio nel mondo della fantasia. Io costruii un'enorme astronave grandissima in legno, con gli sportelli apribili, e ho costruito i robot in gomma piuma, Jeeg Robot e Mazinga. Ci si poteva entrare dentro e camminare. Così tutti i beniamini uscivano dall’astronave cantando le sigle dei cartoni. I bambini non mi hanno visto dal vivo. Ovviamente di
Jeeg Robot facevamo la nostra. C’era pure
Ken Falco. Poi c'era
Luigi Lopez che cantava
Pinocchio, perché no?. C’era David Zed "il robot".

Cosa ha fatto dopo le sigle in tutti questi anni?
Nell’82 ho iniziato a fare
Domenica in con
Pippo Baudo, per due o tre anni. Poi ho fatto
Pronto Raffaella, sempre cantando nel coro. Poi
Buonasera Raffaella e altre due
Domenica in sempre con
Raffaella Carrà. Poi ho fatto tre
Fantastico e siamo arrivati agli anni ’90. Poi ho fondato il complesso
The Bridge, con
Franco Di Stefano alla batteria,
Federico Troiani, cantautore famosissimo che ha vinto la Gondola d’Argento a Venezia,
Glauco Borrelli al basso,
Mario Schilirò alla chitarra, chitarrista anche di
Venditti. The Bridge significa il ponte, che sarebbe fra i Beatles e il Blues. Eseguiamo pezzi degli anni ’60 con uno stile moderno. Due anni fa abbiamo pubblicato un CD,
Se fossi nato a Liverpool, un omaggio ai famosi baronetti (che, curiosamente, si integra con quello di
Riccardo Zara,
C'erano una volta i Beatles, del '92, NdA).
Perché non si sa più nulla di voi?
Perché purtroppo il mondo della musica è così... ma sai quanti ce ne sono? Non ci siamo mica solo noi!
Come ricordi l'esperienza di queste sigle?
Tanto bene, guarda, un divertimento unico, proprio bello, bello, bello... a scriverlo, a realizzarlo, sempre tra amici.
Mi ricordo mia figlia che andava all'asilo e diceva: "Mio padre canta Candy Candy, e ha fatto dei 45 giri in Inghilterra!" ma i suoi compagni non ci credevano mica! Lei tornava a casa e diceva: "Papà, questi non ci credono!" (ride).
Io non ci credevo quando hanno incominciato a richiamarmi per dirmi: "Ma tu sei l'autore di... io sono un fan di...", non avevo capito che queste canzoni erano entrate nei cuori delle persone!
LE COPERTINE DEI DISCHI DI SIGLE DI DOUGLAS MEAKIN