Intervista di Mauro Agnoli (19 ottobre 2001, Notte Delle Sigle 2). Trascrizione di Valentina, revisione finale di Valentina Leoni e Matteo Sciba, impaginazione web di Matteo Sciba.
LA MIA BIOGRAFIA
Anagrafe.
Io sono Enzo Polito (Polìto), Vincenzo all’anagrafe. Sono nato il 14 dicembre 1953, sagittario… una vecchia volpe!
Famiglia.
Sposato con Rosaria, ho due figli grandi, entrambi musicisti al Conservatorio di Salerno: Francesco suona il sax e Beppe le percussioni.
Gioventù.
I miei ricordi di gioventù sono tutti legati alla musica, perché io ho cominciato come pianista.
Carriera.
Sono professore al Conservatorio e sono uno dei Pandemonium. Sono musicista e arrangiatore, ho un mio studio di incisione. La mia ditta si chiama Pandemonius, ho edizioni musicali, lavoro con la musica Napoletana, ho sotto contratto Carmelo Zappulla, che è famoso in tutto il mondo, ma lavoro molto con Don Backi, oltre che con i Pandemonium. Ho cominciato con Wess e Dori Grezzi nel 1977 a Milano. Ho fatto parecchi dischi. Abbiamo fatto tante altre cose con i Pandemonium, Sanremo, il Cantagiro: dieci anni insieme. In seguito c’è stata l’avventura con Detto Mariano…
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CHIACCHIERATA SULLE SIGLE

Come ricordi l’avventura con
Detto Mariano?
Avventura stupenda! Veramente. Eravamo a Roma, noi lavoravamo con il Maestro Detto a Roma e la
PFM lavorava a Milano. Noi eravamo - anzi siamo tuttora – bravi con gli strumenti, e facevamo le basi come turnisti. All’epoca di Mazinga non c’erano le sequenze con i computer, e noi eravamo molto richiesti come session men: abbiamo fatto i dischi di
Anna Oxa,
Minghi,
Renato Zero… tanta gente… Alla RCA c’era il Cenacolo.
Quindi tu facevi parte del famoso Cenacolo, come
Tamborrelli e altri?
Sì, Jimmy alla chitarra! Eravamo noi i turnisti, sempre lì buttati a mangiar spaghetti tutti i giorni: ho un ricordo stupendo!
Un epoca mitica?
Bellissima! Era l’epoca di
Schola Cantorum, ovvero i coristi, noi
Pandemonium,
Amedeo Minghi, (che poi ha avuto successo, lo saluto perché è una persona stupenda!), ma anche
Patty Pravo. Fu allora che arrivò
Detto Mariano, che in quel momento collaborava con
Renato Rascel, buonanima, sempre grande, al Sistina dove era in scena
In Bocca all’Ufo e si affezionò ai Pandemonium. Così cominciammo a lavorare con lui sia nelle produzioni cinematografiche a Cinecittà, sia in ambito televisivo, con i cartoni animati giapponesi,
Mazinga Z e altre cose. Nacque un feeling con Mariano che è una persona stupenda, e fa parte del clan anche lui! Siamo anche noi un clan! Andiamo d’accordo!

Come ricordi il momento dell’incisione di
Mazinga Z e
Astroganga? Eravate in Detto Music?
Fortissimi! Ai tempi non pensavamo che avrebbero avuto quest’eco… Però questa cosa è molto bella perché ho visto tanti giovani legati a quest’emozione.. Anche tu! [Enzo Polito è stato intervistato a Roma durante la Notte Delle Sigle 2, concerto di sigle tenutosi al Palacisalfa il 19 ottobre 2001, ndr]. Ricordo che abbiamo inciso Mazinga Z alla Sonic, poi Astroganga alla CAM, due studi di Roma molto famosi all’epoca.
Non in quello di viale delle Milizie dove sta adesso Detto?
No quello lo ha affittato dopo, perché all’epoca stava a Milano, a Brugherio.
Come si scrive il nome dello studio Sonic?
S-O-N-I-C. Era un grande studio di Roma, molto frequentato. Lì lavoravano anche Eugenio Bennato, Esposito, tanti altri.

E lì avete fatto
Mazinga Z?
Sì e mi ricordo che Mariano - stasera lo dirò se posso - s’incazzava per la mia calata napoletana. E del resto i Pandemonium erano tutti napoletani… Ricordo che Mazinga Z ha un verso “Con gli occhi può incendiare” e io insistevo a dire “ingendiare”, “ingendio!” “Che cazzo dici, Enzo, basta ferma tutto! Ma cosa dici, Enzo?”, “Ingendiare, ingendiare”, “Incendio, incendio!!!”. Bellissimo! Poi aver rivisto tutti questi ragazzi che si infiammano su queste canzoni…
All’inizio sembra un po’ strano, ma poi…
Già a Macchemù [trasmissione dedicata alle sigle TV andata in onda su Italia 1 nel 2000, ndr] l’ho visto, anche se lì mi hanno fatto fare l’altro Mazinga!

Parlami di Macchemù, dove ti hanno fatto fare la canzone sbagliata.
Pensavano che io fossi l’interprete de
Il Grande Mazinger, ma io come voce solista ho cantato solo
Mazinga Z e
Astroganga. Ne
Il Grande Mazinger ho collaborato, ho fatto il coro, ma non sono la voce solista e il testo non lo conoscevo per niente…
E tu non hai detto che era il Mazinga sbagliato?
Ma io arrivo lì, alle prove e quando parte la base è un’altra! Sono rimasto lì col microfono in mano… senza sapere cosa cantare! Me ne stavo andando, ma poi il Maestro Frizzi mi ha detto “Enzo non mi lasciare nella cacca perché ho fatto gli arrangiamenti”. Così ho dovuto far quella per aiutarli, ma l’avevo imparata di notte quella canzone! Tu te ne sei accorto vero?
Tutti se ne sono accorti, ma è stata una cosa tragica!
Perché voi siete gente competente, appassionata.
Poi c’era a casa
Dougie Meakin che cantava il pezzo originale che s’è incazzato, giustamente, ma non con te, con Italia Uno.
Dougie è un amico.

Dopo queste sigle, che sono state comunque una parentesi, la tua produzione fino a oggi in cosa consiste?
Io ho fatto tutte le canzoni dei Pandemonium, quindi Tu Fai Schifo Sempre, per Sanremo, Fatte Curà…, che è stato un successo a Napoli, per il Festival di Napoli, La Colpa è di Maria, che il Vaticano ci censurò per blasfemia, perché pensavano che Maria fosse la Madonna, invece… Poi ho fatto la sigla di Pinocchio, il grande sceneggiato, e molte altre cose.
Ecco Pinocchio: cosa avete fatto esattamente? La sigla?
La sigla “Ci-CI- Ci- Ci Ciliegia diede un legno…”
Stiamo parlando del 1973, del pezzo originale?
Un remake. Ma abbiamo fatto televisione, video… Poi abbiamo lavorato tanto con Gigi Proietti, siamo stati in tournèe con lui con il gruppo La Zavorra, per lo spettacolo Al Paradise… è stata una bellissima esperienza. Dovremmo stare a parlare qualche mese!
Un’ultima cosa, la chiediamo a tutti: il tuo peggior difetto e la tua migliore qualità? Umanamente parlando
Pregio: sono troppo buono, e in questo ambiente non si può essere troppo buoni, c’è molta scaltrezza, molta falsità. Infatti io amo stare coi miei ragazzi e il mio laboratorio musicale, la mia scuola di musica è molto più vera. Invece quando faccio il musicista ho delle belle amicizie, però c’è molta scaltrezza: ho visto passare molte persone che non valgono veramente.
E il difetto?
Balbetto un po’ quando sono nervoso (ride).
LE COPERTINE DEI DISCHI DI SIGLE DI ENZO POLITO