Intervista di Mauro Agnoli con la collaborazione di Matteo Sciba (07-06-06). Trascrizione di Matteo Sciba, revisione finale di Anna Cervini e Mauro Agnoli, impaginazione web di Gian Piero Aschieri.
LA MIA BIOGRAFIA

Anagrafe.
Sono nato a Vimercate il 3 gennaio 1972.
Famiglia.
Mio papà, Francesco
Reitano è musicista, compositore di molte
colonne sonore di film e autore per cantanti come Sylvie Vartan e Ornella Vanoni,
nonché per lo zio Mino
Reitano. Mia mamma, Domenica Cotroneo, ha
fatto "la
mamma" perché noi siamo cinque fratelli. Siamo
di origine calabrese. Io sono il figlio di mezzo, nato a Vimercate come
altri due fratelli, gli altri invece sono nati giù in
Calabria. Jenny, la sorella maggiore, suona l'arpa con un'orchestra
sinfonica. Angela, la seconda sorella, suona il violino, la tromba e
canta, poi ci sono io. C'è Enzo che suona il violino, il
violoncello, il trombone e canta, e infine c'è Mino che
suona la viola e la batteria. Lui è il vero Mino
all'anagrafe, perché l'altro, il cantante, è
Beniamino Reitano. Siamo nati tutti nell'arco di sei anni,
perché la più grande è del '67, il
più piccolo è del '74.
Curriculum scolastico.
Ho fatto Ragioneria, mi sono laureato in Giurisprudenza e mi sono
diplomato al Conservatorio in pianoforte composizione.
Esordio artistico.
Il primo disco è il 45 giri Go,
Go, it's time to go! / Raffaella
del 1982, su etichetta Durium, contenente sul lato A la sigla italiana
del cartone animato Golion
(NdR).
CHIACCHIERATA SULLE SIGLE
Con una famiglia così
sembra inutile chiederti dove nasce la tua passione per la musica...
Dal biberon! In realtà io
ho sempre avuto la passione di giocare a calcio, però poi,
sentendo sempre il pianoforte, i fratelli più grandi e mio
padre, mi ci sono avvicinato e ho iniziato a strimpellare un po' come
tutti, e così è nata la passione.
Tant'è vero che dovevo scegliere se andare a giocare nella
Fiorentina o continuare il Conservatorio e ho optato per quest’ultimo.
Il progetto da "bambino prodigio"
è nato perché a me piaceva comporre musica. Ero
un bambino piccolino, che suonava dal vivo, che aveva composto
realmente queste canzoni.
Già quando avevo cinque, sei anni componevo, ma ovviamente
inizialmente senza un senso logico. Poi, cominciando a studiare con mio
padre e iniziando a costruire, di getto ho composto
Go, Go, it's time
to go! Infatti, analizzandone bene lo schema, è
proprio un
riprendere un po' quelli che sono gli esercizi studiati, le scale: do
re mi fa sol la si do, si la sol fa mi re do, la si do re mi... Questa
costruzione da bambino poi ha avuto uno sviluppo per quanto riguarda
l'arrangiamento, lo studio e la progettazione del brano, che in seguito
è stato orchestrato. Infatti mi ricordo quando è
stato registrato: eravamo in un grosso studio con tutti i Maestri
d'Orchestra grandi e io piccolino coi miei bermuda rossi, nelle pause a
giocare a pallone col figlio del produttore.
Oltre a
Go, Go, it's time to go!
ho composto anche
Raffaella,
il lato B
di Golion, per una compagna di classe... è uscito il mio
lato romantico.
Eri un po' innamorato...
Esatto! Tant'è vero che
quando avevo otto anni e abbiamo fatto la festa per il compleanno di
Rocco con tutti i compagni, mio padre ha avuto l'infelice idea di dire
che avevo dedicato una canzone a Raffaella ... io tutto rosso bordeaux,
e lei idem!
Entriamo nello specifico di Go, Go,
it's time to go! sigla di Golion, cartone animato
trasmesso da Canale
5. Come è nata la proposta della sigla alla Durium? Canale 5
aveva già una sua etichetta discografica, la Five Records.
A questo più di tanto non
so rispondere. L'idea sarà nata dal brano che secondo loro
poteva andare bene per la sigla. La produzione di Go, Go, it's time to
go! è stata fatta senza pensare al cartone
animato, la
musica non è stata composta per quello. Avevano sentito
questi brani ed era piaciuta l'idea che fosse stato un bambino ad
averli composti ed eseguiti. Questa cosa aveva colpito e per la
promozione è nata l'idea di iniziare utilizzando il canale
dei cartoni animati, che è il mondo dei bambini.
Chi ha fatto da tramite fra te e
Canale 5?
Fondamentalmente mio padre.
Tu quindi hai composto Go, Go, it's
time to go!, l'hai cantata e hai suonato il piano?
Sì, sì, certo.
Era stato fatto anche un filmato, forse in formato beta. Era un
videoclip vero e proprio. Ne girammo sia uno per Go,
Go, it's time to
go! sia uno per Raffaella.
Ti ricordi chi ha suonato gli altri
strumenti in studio con te?
No, ma fai conto che in quei tempi
lavoravano in quegli studi i grossi Maestri diretti dal Maestro
Berlendis, che chiamava
poi i cosiddetti turnisti. C'era proprio
un'orchestra: sezione degli archi, sezione dei fiati, la ritmica, la
batteria e quant'altro.
Ha suonato magari qualcuno della tua
famiglia?
No, era proprio un'orchestra per
produzioni discografiche. Forse lavorava in proprio o forse per la
Durium.
Perché c'era, credo, un
mercato parallelo della Durium. Il pezzo nella sua
semplicità era piaciuto, e quindi l'hanno stampato anche in
Francia.
E come mai l'arrangiamento
è stato fatto diversamente?
Non lo so.
Ti ricordi di aver cantato
Go, go,
it's time to go! in TV, al pianoforte, affiancato dal
Maestro
Augusto
Martelli?
Può essere che il video
sia stato mandato in onda varie volte, magari anche in trasmissioni
dove c'era il Maestro.
Sai chi possiede oggi i diritti di
Go, Go, it's time to go!?
Perché la Durium chiaramente non
esiste più.
Credo siano della MAC RAY
International.
Non ti sei mai preoccupato di farla
pubblicare su qualche CD?
No, sinceramente no,
perché per me era più un gioco da bambino. Dopo,
con un altro nome, è uscita un'altra produzione mia quando
avevo sedici anni, con composizioni un po' più particolari,
tipo colonne sonore di film, però non col nome Rocco, ma
come Ray Harmony. E'
stata una produzione stile Clayderman che ha avuto
successo in Svizzera, in Francia e in Germania. Anche in questo caso
faceva specie che fossi un ragazzo di sedici anni. Il mio nome d'arte
era Ray Harmony e il disco si intitolava Ray
Harmony Collection, un LP
di dieci composizioni mie.
Hai partecipato anche ad altre sigle
o Golion è stata l'unica?

L'unica come compositore. Poi avevo
partecipato, sempre col nome Rocco, ad una trasmissione dove cantavo la
sigla con
Edwige Fenech.
Non ricordo però la trasmissione.
[In seguito abbiamo scoperto trattarsi di "Ric e Gian Follies", NdR]
Come mai poi non hai proseguito con
la musica?
In realtà ho sempre
continuato, tant'è vero che poi a sedici anni è
uscito la Ray Harmony Collection. Però poi, fra scuola,
impegni, l'attività concertistica... Noi cinque fratelli
insieme avevamo creato un gruppo: si chiamava Scacco
Matto, diretto da
mio padre. Fondamentalmente, le composizione erano legate ai nostri
concerti dal vivo. Anche perché, o segui il filone legato
alle case discografiche, oppure fai tutt'altro. E noi nel frattempo ci
siamo dedicati ad altre attività. La vena artistica e
musicale però è sempre rimasta, così
come non ho mai smesso di suonare.
I tuoi compagni di scuola hanno mai
scoperto che la sigla di Golion era scritta e cantata da te? Sei
diventato una celebrità o ti prendevano in giro?
Erano tutti contenti del fatto che il loro compagno Rocco avesse fatto una canzone. Poi
nella sigla si sentiva la mia voce e chi mi stava vicino ne riconosceva
il timbro. Erano gasati dal poter dire "Il mio compagno è
l'autore della canzone del cartone animato Golion".
Da piccolo ti piacevano i cartoni?
Quali erano i tuoi preferiti?
Fra i miei preferiti c'erano quelli
di sport, come Arrivano
i Superboys e L'Uomo
Tigre. Poi Goldrake
e Jeeg
Robot d'Acciaio.
E Golion l'hai mai visto?
Sì, certo! E poi ho
scoperto, ma lo saprete già, che una seconda o terza
produzione di Golion è stata fatta con un'altra sigla, e un
altro titolo, Voltron.
Quindi Rocco è stato una meteora,
come Golion! Poi hanno cambiato addirittura nome al cartone animato,
che è una cosa un po' anomala, se la storia bene o male
è la stessa.
LE COPERTINE DEI DISCHI DI
SIGLE DI ROCCO