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| Walter Rodi |
Anagrafe.
Nasco a Roma il 22-09-1947.
Famiglia.
Secondogenito di Domenico Antonio e Aida, entrambi deceduti, di origini calabresi e appassionati anche loro di musica. Ho due fratelli, Carmelo ed Anna Maria. Marito di Rita, conosciuta a Ciminà (Calabria) durante le vacanze estive, padre di Samantha e Daniele, vivo nel quartiere popolare di Cinecittà.
Gioventù.
Ho iniziato giovanissimo a lavorare, alternando con grandi sacrifici il dovere con il piacere dello studio della musica: tale era la passione, che portavo sempre con me i libri di solfeggio che leggevo anche durante l’orario scolastico.
Esordio artistico.
Inizio studiando la fisarmonica frequentando la scuola del Prof. Silvio Aureli e portando a termine gli studi di solfeggio / composizione. Alla fine degli anni Sessanta costituisco il duo Walter & Anna Maria Rodi e ci facciamo notare in molti spettacoli, compresa la partecipazione al Teatro Volturno. Di seguito partecipiamo alla Festa degli Sconosciuti di Ariccia patrocinata da Teddy Reno, il celebre consorte di Rita Pavone, e in quell’occasione incidiamo in un LP con altri partecipanti la canzone Il capellone, che ho firmato in collaborazione con Basilivan (al secolo Basilio Filacchioni), un membro del clan Ciacci, con la famosa RCA. Sempre in questo periodo accompagnavo alla tastiera Enrico Montesano in spettacoli da piazza, lui era già un genuino imitatore e macchiettista.
Carriera.
Nel 1969 il cantante Roby Crispiano mi presenta il noto maestro Armando Sciascia, editore della Vedette Records, casa che favorisce l’esordio dei Pooh. Alla Vedette incido Un bicchiere di birra, scritta col defunto autore Giuseppe Cassia, e Le tue speranze, scritta con Basilivan ed arrangiata da uno sconosciuto Stelvio Cipriani: poiché al compositore per legge non vengono riconosciuti i diritti per gli arrangiamenti, ecco perché di norma si preferisce utilizzare un secondo musicista che esegua il lavoro in studio. Sempre con Cassia ai testi, compongo insieme a Marcello Ramoino (l’autore della celebre Tornerò dei Santo California) il brano Vieni qui, interpretato da Anna Bardelli. In qualità di pianista esaminatore, al festival di Ariccia conosco Gianfranco Maffuccio, un cantante che ribattezzo Franco Martin, e a cui procuro un contratto discografico. Nel 1971 produco per la New York Music di Monza un complesso chiamato Le Ore di Punta, per cui firmo Adamo ed Eva, L’abisso (censurata dalla Rai per via di un testo sull’amore fisico, che, sebbene sottinteso, fu considerato troppo audace), Il collegio, Un ragazzo e una chitarra. Ancora con Cassia compongo nel 1974 Figlio che vuoi?, eseguita dagli Harlem 77 di Firenze ed inserita nella colonna sonora del film In nome del popolo italiano di Dino Risi con Gassman e Tognazzi, e in seguito You are my night, interpretata dall’audace Marisa Solinas e portata ad una delle prime edizioni di Domenica in… Nel 1975 nasce mia figlia Samantha, a cui dedico la canzone omonima, pubblicata dalla Mia Records. Sul retro del 45, firmato con lo pseudonimo Il Poeta del Suono, il brano Star Travel. Negli ultimi anni mi sono dedicato alla composizione di musiche utilizzate in opere teatrali in dialetto, tra cui commedie del napoletano Salvatore Gargiulo e del romano Giggi Spaducci (quest’ultimo diretto da Alfiero Alfieri del teatro Rossini). In particolare è stato ben sfruttato il brano classico Mozartiana (composto per la commedia Il malato immaginario), realizzato con clavicembalo, flauti, oboi, trombe e tromboni, e successivamente trasformato in versione discomusic aggiungendo una batteria.
Ispirazione.
Io mi definisco un compositore che esprime la propria creatività, e al quale piace curare personalmente l’orchestrazione, ricercando nuovi suoni o effetti. La musica è nata con me, perciò nessuno mi ha influenzato nei gusti musicali. Per comporre mi devo trovare in un particolare momento in cui provare determinate sensazioni, ma non sempre è così facile riuscirci.
Qualità.
Guardo sempre al prossimo con positività.
Difetto.
Do troppa fiducia a tutti, spesso c’è chi se ne approfitta.
Politica.
Seguo la politica in TV come tutti gli italiani, tanto per essere informato.
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Nota dell'Autore.
Walter Rodi negli ultimi anni ha realizzato nuove versioni delle sue sigle classiche, Daikengo, Bryger e La ballata di Bryger: questi tre brani sono stati infatti riproposti dalla Bmg Ricordi nei nuovi Cd di Tivulandia, per l’interpretazione di Franco Martin. Nel 2004 Rodi ha previsto la realizzazione musicale di quelle sigle di cui all’epoca non fu eseguito neppure un provino, in quanto vennero rifiutate dalla produzione. In sala d’incisione, Walter ha dato quindi vita a spartiti musicali composti più di 20 anni fa. Per quanto riguarda la partecipazione di Walter Rodi alla Notte delle Sigle, vedi Appendice 3. Nel 2006, infine, grazie alla produzione Stormovie DVD, io ai testi e Walter Rodi alle musiche abbiamo realizzato insieme due brani, con la partecipazione amichevole di Salvatore Pinna ai testi: in aprile Teknoman e a luglio Voltron. La prima canzone, Teknoman, è la rivisitazione di un provino del 1983 dal titolo Black Ant (realizzato in origine per il telefilm Kamen Rider, che avrebbe dovuto essere trasmesso in TV ma che fece la stessa fine di Sue Cat). Teknoman è stata cantata di nuovo da Franco Martin, che è stato ospite del programma TV Iscandar su Rai Futura, proprio per cantare questo pezzo e i vecchi successi di Bryger e Daikengo. Teknoman è stata incisa dal tecnico del suono Franco De Lucia nel suo studio Emme Recording di Roma. La seconda canzone è Voltron, un brano di nuova composizione dal grande impatto melodico, interpretato come Pandemonium da Mariano Perrella (già cantante di I Bon Bon di Lilly). Le 65 tracce digitali e la voce sono state registrate presso Emme Recording di De Lucia, mentre il mixaggio in separata sede è stato curato da Maurizio Ceccarelli e Rodi stesso.
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